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Francesca Fioretti: “Con Davide eravamo diversi e complementari, la sua vita era regolare, come una linea orizzontale. La nostra passione erano i viaggi; ma non ho la più pallida idea perchè un giorno…”

Nell’intervista rilasciata al Corriere della Sera, la compagna di Davide Astori Francesca Fioretti ha parlato anche del suo rapporto con il capitano viola: “Ci siamo conosciuti una sera di settembre 2013. A una festa lui mi ha fermato per chiedermi come era il Vietnam, dove io ero stata come concorrente del programma televisivo ‘Pechino express’. Sembrava una strategia di “rimorchio”, ma la vita e i nostri viaggi si sarebbero incaricati di provarmi che era sincero. Quella notte mi arrivò il suo primo messaggio, si era fatto dare il numero da un amico. Mi ha scritto per un mese, ogni giorno. Lì sono tutte le nostre chat del primo periodo. Non ho la più pallida idea del perché un giorno io mi sia messa a stampare tutte le chat dell’inizio della nostra storia. Sebbene sapessi che con il tempo si potevano cancellare, non avevo davvero motivo, allora, per doverle stampare. Così iniziò il nostro amore. Poi passò dal Cagliari alla Roma, nel suo costante programmare decise che mi sarei trasferita con lui a Roma. Sapeva dei miei studi di recitazione nella Capitale, ma sapeva anche che, per lavoro, volevo tenere il mio appoggio a Milano. Alla fine ha vinto lui. Eravamo diversi e complementari, la sua vita era regolare, come una linea orizzontale. La nostra passione erano i viaggi: andavamo come due adolescenti, treni e autobus. Prima del viaggio in Perù scoprii di essere incinta, lì ci dissero che l’avevamo persa dopo un controllo. Quando tornammo a Roma, era ad aspettarci. ‘Se è così forte, non può che essere una bambina’, disse. Abbiamo vissuto giorni bellissimi insieme, non posso accettare che sia andato via così. Non è stato un incidente, una malattia… Sembrava una favola brutta, al fine di tutti i progetti che avevamo fatto insieme, dei sogni, dei progetti”.

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1 Commento

  1. Mi dispiace ancora tanto, per lui e la sua famiglia. Peccato.

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