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Guarino a FN: “Firenze per De Zerbi sarebbe un passo avanti, ma ha un contratto fino al 2020. La Fiorentina ha fatto un mercato strano: non sostituire Badelj…”

L'allenatore Roberto De Zerbi. Foto: Luca Fanfani/Fiorentinanews.com

Nella sfida delle 12.30 di oggi la Fiorentina di Stefano Pioli farà visita al Sassuolo e per capire meglio la squadra di Roberto De Zerbi e non solo Fiorentinanews.com ha contattato Giuseppe Guarino, collega di Canale Sassuolo, a cominciare proprio dalle possibilità che il tecnico neroverde possa sedersi in futuro sulla panchina viola.

De Zerbi è considerato uno tra i tecnici in ascesa del calcio italiano. Cosa ha portato di nuovo al Sassuolo? Ritieni che una squadra come la Fiorentina possa essere lo step successivo per la sua carriera?

De Zerbi è un ottimo allenatore. Ha portato a Sassuolo nuova fame dopo il ciclo Di Francesco e l’anno di transizione Bucchi-Iachini. Ha cominciato un nuovo progetto dalle ambizioni importanti. La Fiorentina è una grande squadra, sia per pubblico che per storia, nonostante i risultati di quest’anno. Credo che, per De Zerbi, andare a Firenze potrebbe essere un passo in avanti solo qualora ci sia la voglia di costruire qualcosa di nuovo da parte della società. Quello che so è che ha un contratto con il Sassuolo fino al 2020.

Il Sassuolo attualmente ha 20 punti ed è in ottava posizione, 4 gradini sopra la Fiorentina. Nonostante un buon inizio, nelle ultime 3 partite ha raccolto soltanto 2 punti con Udinese, Parma e Lazio: com’è attualmente l’umore nello spogliatoio? Era questo quello che ci si aspettava?

L’umore dello spogliatoio è buono perché l’ottimo inizio è stato almeno confermato dal gioco, seppure non dai risultati. Si fa fatica a segnare, questo sì: si pecca molto nell’ultimo passaggio. Non so se era quello che si aspettava la società, che ha sempre teso a sparare alto. Fatto sta che in questo momento il Sassuolo è praticamente a ridosso della zona Europa, quando nelle ultime due stagioni, di questi tempi, si era tra le ultime cinque. Difficile dire se rimarremo là fino alla fine, ma credo che la squadra abbia valore e meriti di stare tra le prime dieci.

Viste i particolari periodi delle due squadre, chi pensi stia meglio tra Fiorentina e Sassuolo?

Paradossalmente, credo che stia meglio la Fiorentina, anche se non vince da tantissimo tempo. Ha voglia di riscattarsi e, se la trova, possono essere problemi. Il Sassuolo, tuttavia, è compatto e ha già dimostrato di saper trovare forza nei momenti difficili.

Negli ultimi anni il rapporto tra i fiorentini e i Della Valle si è molto deteriorato: i marchigiani sono accusati di una cattiva gestione societaria. A Sassuolo invece Squinzi fa vedere come, anche se con pochi soldi, con una buona programmazione sportiva sia possibile raggiungere ottime risultati. Da esterno come vedi la gestione della Fiorentina? Puoi fare un confronto con quanto succede a Sassuolo sotto la proprietà Squinzi?

Il Sassuolo, rispetto alla Fiorentina, scommette molto sui giovani. Da questo punto di vista gli ottimi rapporti con Juventus e Roma hanno sempre pagato, portando nel distretto ragazzi che hanno una carriera importante. Basti pensare a Pellegrini e Politano. Un discorso simile si è avviato anche con l’Inter e dati gli ottimi rapporti tra Marotta e Carnevali non potrà che incrementarsi negli ultimi anni. Inoltre, il Sassuolo fa giocare tantissimi prodotti del suo vivaio nelle serie minori, riportando a casa i più meritevoli. Questa è la sua forza. La Fiorentina quest’anno ha fatto un mercato strano, non sostituendo Badelj con un regista capace di sostituirlo. È lì che sta pagando. Quelli che sono arrivati – Pjaca in testa – non stanno facendo impazzire. Col senno di poi le scelte della società non stanno pagando, anche se ad agosto sembrava che Corvino e Freitas avessero costruito una squadra molto competitiva. Quanto alle questioni extra-mercato, il progetto di Squinzi è un sistema che coinvolge in maniera ampia ed articolata il Mapei Stadium, i settori giovanile e femminile, il centro sportivo e il centro ricerche Mapei Sport.

Da sempre Berardi è una delle carte più importanti del Sassuolo: quest’anno l’attaccante classe ’94 ha realizzato soltanto 2 reti. La sfida contro la Fiorentina può essere determinante per un suo rilancio? Come arriva alla sfida di domenica?

Berardi sta vivendo una ‘maledizione’ in vista del suo cinquantesimo gol in serie A, che tarda ad arrivare. Sta segnando poco, è vero, ma nelle ultime stagioni non ha mai fatto molti gol. Al contrario, però, quest’anno è rinato dal punto di vista del gioco. È raro vederlo mettere in campo una cattiva prestazione. Quanto al gol, speriamo che domenica arrivi. D’altronde alla Fiorentina ne ha rifilati 5 in carriera.

Il Sassuolo dovrà fare a meno di Kevin Prince Boateng per più di 2 mesi, come cambia lo scacchiere neroverde?

Perdere Boateng è stato un bruttissimo colpo. Non a caso la penuria di risultati del Sassuolo coincide con il suo calo fisico e poi con l’infortunio. In attacco rappresentava la prima scelta, ma il reparto è abbastanza vasto. Giocava soprattutto da falso nueve, quindi il suo posto se lo contendono due punte vere come Matri e Babacar e – sia contro l’Udinese che contro il Catania – De Zerbi ha recuperato anche Trotta, che era rimasto ai margini del progetto, e che potrebbe giocare anche in quel ruolo.

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