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L’ITALIA E’ UNA REPUBBLICA (CALCISTICA) FONDATA SULLA PLUSVALENZA. NON HA FATTO A TEMPO AD ARRIVARE LAFONT CHE GIA’…

L’Italia è una Repubblica (calcistica) fondata sulla plusvalenza. Così dovrebbe recitare l’articolo uno della Costituzione. Qualche anno fa il termine che più andava di moda fra i tifosi (e anche fra gli addetti ai lavori) era top player. Non c’era squadra che non ne trattasse uno ad ogni sessione di mercato. Molti top player di nome, pochi di fatto. Ma che importa, quando il termine entra nell’uso comune lo si usa e se ne abusa. Ora siamo nell’era della plusvalenza, termine economico scoperto e volgarizzato dal popolo pallonaro.

Eppure se ne cercate la definizione sui dizionari online più noti (Garzanti, Hoepli, Sabatini Colletti) non troverete collegamenti alla compravendita di giocatori. Perfino l’Enciclopedia Treccani, che offre una definizione dettagliata con molti esempi (…Nel linguaggio economico, incremento di valore, differenza positiva fra due valori dello stesso bene riferiti a momenti diversi. Ne sono esempio: le p. ottenute da un’impresa mediante il realizzo di beni posseduti, che concorrono a formare il reddito imponibile dell’anno in cui il bene è stato realizzato; le p. delle riserve auree della banca centrale in conseguenza di una svalutazione della moneta; la p. professionale di titoli, differenza tra prezzo di acquisto e prezzo di vendita di valori azionari lucrata da operatori di borsa e assoggettabile a imposta. A cui seguono altre 33 righe di spiegazioni) ignora l’accezione calcistica. Che invece recentemente è quella più in voga.

Sotto questo aspetto la Fiorentina è stata un’antesignana. Ormai da qualche anno l’obiettivo è ottenere una plusvalenza cospicua prima ancora che un trofeo sportivo. A taluni, appena si nomina il termine, si illuminano gli occhi nei quali si può scorgere il simbolo dell’euro, come il dollaro in quelli di Paperon de’ Paperoni. Niente da eccepire quando si tratta dei contabili della società. Purtroppo, però, l’ansia da plusvalenza pare diffondersi in maniera virale anche fra i tifosi.

Prendete l’ultimo caso. Il giovanissimo portiere Lafont non ha fatto in tempo ad entrare nel Granducato di Toscana, che già c’era chi commentava, convinto, circa la possibilità di ottenere una ricca plusvalenza nel giro di qualche anno. Ma come, alla Fiorentina manca un numero uno di nome e di fatto dai tempi di Frey e già si ipotizza la cessione di quello che tutti sperano possa essere il suo erede? Da non credere. Come se le plusvalenze potessero parare, difendere, far ripartire l’azione, segnare un gol. Lafont, e altre promesse come lui, non hanno ancora indossato la maglia viola che se ne ipotizza la cessione in cambio di un bel gruzzoletto con il quale comprare altre promesse da trasformare in plusvalenze. Orrore! Questo non è il calcio e neanche il calciomercato. Questo è un atteggiamento da agenti di Borsa.

Tuttavia spero ancora in una resipiscenza collettiva di tifosi, commentatori, magari perfino della società. Per vedere lo spettacolo della Fiorentina che vince, comunque emoziona e trasmette scariche di adrenalina voglio andare al Franchi e non a Piazza Affari.

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35 commenti

  1. Emanuele, non fare solo paragoni negativi come il Milan che comunque fra un po’ verrà acquistato da altri co i soldi , fai i paragoni con il Napoli se proprio devi fare dei paragoni , poi dici la serie C2 non v’ha insegnato niente , mi meraviglio di un che tifa Fiorentina e che parla di serie C 2 , lo sai anche te che la Fiorentina è stata una vittima sacrificabile , perché altre con debiti molto superiori dovevano andare in serie C e ciò ti dimostra il fatto che noi abbiamo saltato la C 1 chissà perché diciamo un contentino datoci dalla FIGC per riparare alla grande truffa perpetuata nei confronti della Fiorentina.

  2. Maurizio, te l’hai già provato il trattamento sanitario obbligatori ha quanto pare……………….. ma si vede che hanno fallito nei tuoi riguardi.

  3. Povero Matteini, non sa più cosa scrivere per attirarsi le lusinghe dei rosiconi lenzolai. E vedo che parecchi abboccano come trote.

  4. Emanuele

    come fai a difendere l’indifendibile ? Avevano l’occasione ( unica ) di tornare in champions e l’hanno buttata nel cesso perché qualcuno dice che la champions costa troppi soldi. Bastavano due pedine ed era fatta. E invece no, ogni anno siamo da capo, via tutti i migliori e si ricomincia a spendere milioni in cianfrusaglia nella speranza di fare 2 plusvalenze ogni 10 brocchi. La Fiorentina resta alla finestra perché ci sono le mentalità come la tua che appoggiano la NON impresa dei DV. I conti tornerebbero ancora meglio se arrivassero i risultati sportivi e quindi un aumento del bacino di utenza e quindi maggiori introiti dai diritti televisivi.

  5. Oggi le società, come si evince da alcuni commenti, devono controllare ancor prima che i bilanci, la propaganda.
    Da qui, il sistematico atteggiamento denigratorio nei confronti dei giornalisti che escono dal coro, praticato direttamente o indirettente.
    Un esempio diretto è Ferrara: ha criticato in passato Corvino, nn gli viene concesso di intervistare i giocatori.
    L’esempio indiretto, invece, sono articoli come questo: quando appare anche una velata critica nei confronti della proprietà, ecco arrivare sempre i soliti nik, pronti a denigrare l’autore dell’articolo.
    Nello specifico, l’articolo nn fa una piega, nn è contestabile il concetto che da qualche tempo il calcio è diventato plusvalenzopoli, ma l’argomento è considerato scabroso e i soliti lo vogliono disinnescare con il solito “lo fanno tutti”, “è cambiato il calcio”, oppure sempre con il conosciutissimo attacco all’estensore dell’articolo a cui viene dato del mediocre in Siena a Titta la categoria lavorativa alla quale appartiene.

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