Di Bello
L'arbitro Di Bello. Foto: Vicario/Fiorentinanews.com

A due giorni dalla sfida tra Fiorentina e Como, condizionata anche da qualche intoppo arbitrale mal digerito dalla società viola, è arrivata la lettera di risposta da parte della Lega Serie A alle richieste di spiegazione avanzate dal DG Ferrari.

La lettera di risposta della Lega

“Il fatto che il vostro calciatore Marin Pongracic fosse in fuorigioco è dimostrato dalle immagini forniteci dal VAR”, apre la Lega nella lettera. "Purtroppo, la revisione del VAR ha necessitato un tempo lungo e articolato, che comprendiamo possa aver generato situazioni di tensione al termine di una frazione di gioco disputata con grande agonismo da entrambe le formazioni. Le ragioni dietro alla prolungata "review" risiedono in un momentaneo mancato funzionamento della tecnologia Advanced SAOT per due motivazioni:


1. 4 delle 12 telecamere dedicate all'Advanced SAOT non identificavano correttamente le sagome (scheletri dei calciatori in campo), dando come risultato in sala VAR un'immagine non pienamente corrispondente al reale posizionamento dei calciatori;
2. Il non perfetto posizionamento della telecamera sui 16 metri (lato opposto), dovuto all'area di cantiere circostante, ha generato un effetto "schiacciamento" sui calciatori stessi, vanificando il suo pieno e possibile utilizzo nonostante l'output avesse già evidenziato la posizione di offside".

Proprio in virtù di questi due punti, si legge nella spiegazione, è stato scelto di proseguire con il reticolato manuale per la rilevazione del fuorigioco, come previsto da protocollo. Viene citato, inoltre, un caso analogo avvenuto durante il Mondiale, fra Svizzera e Qatar, che ha visto lo stesso malfunzionamento e la stessa soluzione.

"Infine - conclude l'intervento - il comportamento tenuto dal direttore di gara è coerente con il Protocollo VAR dell'IFAB, dove si spiega che in caso di malfunzionamento del VAR la gara debba proseguire regolarmente e, in caso di revisione prolungata, debba prevalere sempre il principio dell'accuratezza sulla velocità di controllo. Per quanto, invece, riguarda la Vostra richiesta di avere accesso alle registrazioni delle conversazioni del VAR, nulla osta per quanto ci riguarda, ma Vi segnaliamo che la richiesta deve essere inviata alla Procura Federale, in quanto i dialoghi sono di "proprietà" intellettuale di FIGC, mentre le immagini appartengono a LCA". Una storia, dunque, che potrebbe continuare ancora a lungo.


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