Prandelli: "In questo momento dobbiamo restare uniti alla squadra, senza polemiche. A Firenze i giocatori non devono sentirsi soli"
Anche Cesare Prandelli era presente questo pomeriggio al sesto anniversario della nascita della Di Chiara Academy. L'ex tecnico gigliato ha avuto modo di parlare ai media presenti della situazione che sta vivendo la sua ex squadra in questa stagione:
“Penso che bisogna amare la Fiorentina, soprattutto in questo momento: senza polemiche, tutti uniti. Questo per cercare di dare la possibilità a questa squadra ed al suo allenatore di preparare le partite con un po' di serenità. Cosa serve? Sinceramente non voglio entrare in queste dinamiche perché dovremmo partire ad analizzare le cose dall'inizio. I programmi sbagliati e cosa è venuto a mancare, una società che purtroppo ha vissuto un lutto troppo importante".
“I giocatori spesso si sentono soli: a Firenze non deve accadere”
Ha anche aggiunto: "Non saprei quindi dire cosa è mancato. In questo momento posso solo dire che noi dobbiamo esserci, dobbiamo cercare in tutti i modi di creare un clima sereno. Spesso capita che i giocatori si sentano soli, e questo a Firenze non deve mai accadere. Le valutazioni si faranno poi alla fine".
“Contro il Parma servirà molta pazienza”
Un commento anche su Fiorentina-Parma di domenica: “Loro sono una squadra organizzata e compatta, che non ti dà la possibilità di avere spazi oltre la linea difensiva. E per questo bisognerà avere molta pazienza e un'idea ben precisa, servirà verticalizzare per far di tutto per fargli male”.
“Non voglio dare consigli a Vanoli, saprà preparare bene la sfida"
Ha ipotizzato come un allenatore possa motivare i suoi giocatori prima di una partita come quella contro i ducali: “Ognuno ha il proprio modo di aiutare i suoi giocatori. Io ricordavo spesso che stiamo facendo il nostro lavoro e che non ci sia richiesto di fare cose che non sappiamo fare. Cose che fai in allenamento e che devi far tutto per mettere in pratica durante la partita. E se ci sono delle varianti dobbiamo farci trovare pronti, e cambiare tatticamente una situazione alla fine ti può favorire. Soprattutto bisogna cercare di far arrivare la squadra alla partita con poca ansia”.
“Kean? Adesso l'Italia non è sulle sue spalle ma su quella di Gattuso”
Ha poi concluso parlando di Moise Kean: “L'Italia è sulle spalle di Rino Gattuso, non dell'attaccante viola. Il Ct si sta facendo migliaia di chilometri per cercare di star vicino ai suoi giocatori, e fa molto bene a farlo. Penso che questo aspetto familiare, possa essere la carta vincente per la nostra nazionale”:



