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PER CHI SI ACCONTENTA, QUESTO E’ UN MERCATO DA DIECI. PERCHE’ MI RIBELLO A GAREGGIARE PER ARRIVARE DOPO LA MUSICA

Che voto dare al mercato della Fiorentina? La domanda mi viene rivolta frequentemente in questi giorni, ma una risposta univoca non esiste. Il voto, elemento di valutazione mutuato dalla scuola, deve avere un riferimento specifico a un obiettivo. Per gli studenti questo obiettivo può essere la stesura di un tema o la soluzione ad serie di esercizi di matematica. Se il “compito” della Fiorentina è gareggiare per l’ambiziosissima conquista del settimo posto (che fra l’altro è un non traguardo perché non garantisce niente), come ci ha annunciato l’ambiziosissimo presidente Andrea Della Valle, allora il voto è 10. La squadra costruita forse è un zinzino migliore di quella dello scorso anno arrivata ottava, quindi può legittimamente aspirare all’estasi di piazzarsi dopo le prime sei.

Io mi ribello a questo traguardo da mediocri. A gareggiare per arrivare “dopo la musica”. Ad archiviare, già in partenza, qualsiasi sogno di gloria. La Fiorentina, nella sua storia e anche sotto la gestione Della Valle, è arrivata spesso, anche in campionati recenti, fra il terzo e il quinto posto. Perché oggi dovrebbe ambire, al massimo, al settimo?

Ecco perché, se si esamina l’andamento del mercato con una prospettiva appena più appagante e dignitosa per i colori viola, allora il voto non può neanche raggiungere la sufficienza. E, se lo si analizza in ogni suo aspetto (non solo per gli acquisti), i voti generosi dati da autorevoli giornali, fanno sorridere.

Ammesso e non concesso che i nuovi arrivi si rivelino scommesse vincenti, resta da considerare the dark side of the moon. I due giocatori più intriganti, Pjaca e Gerson, meglio faranno e meno probabilità avranno di restare in viola. Un futuro pronto a sgretolarsi a fine campionato in cambio di un modesto premio di valorizzazione nel caso del croato, di un tante grazie e addio nel caso del brasiliano. Il paniere di giocatori da sbolognare (coi loro ingaggi al seguito tutt’altro che indifferenti) è ancora colmo: Diks, Maxi Olivera, Thereau, Zekhnini, Cristoforo, Eysseric, al momento sono ancora tutti qui. La politica su alcuni giovani lascia molte perplessità: Montiel pare sprecato per la Primavera ma Pioli avrà il coraggio di mandarlo in campo oltre a considerarlo in rosa, o il giovane spagnolo collezionerà un inutile anno di tribune? Lo stesso vale per Sottil, né promosso, né mandato a giocare altrove, e per l’ex astro nascente Diakhate, dopo una vita in Primavera.

Anche i flop (le mancate cessioni) e le incertezze devono rientrare nella valutazione del mercato. Chi si contenta gode, disse quello che….

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91 commenti

  1. Non è che ci sia molta lungimiranza in questo articolo ma solo la solita acredine fine a se stessa e che non costruisce alcunché. Ma siamo in democrazia e si possono esprimere le opinioni più svariate financo quelle più inutili

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