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PERCHE’ CHI C’ERA ALLO STADIO PUO’ DIRE ORA DI ESSERE UNA PERSONA MIGLIORE

Sono giorni che non avremmo mai voluto vivere quelli che invece abbiamo vissuto da domenica 4 marzo ad oggi. Però è anche vero che chi c’era al Franchi in occasione di Fiorentina-Benevento, di questo ne sono convintissimo, ne è uscito come una persona migliore. Una persona ad esempio che sa discernere tra ciò che è importante, la vita delle persone, in questo caso quella di Davide Astori, e ciò che è futile, come una rivalità sportiva, come offendere l’altro.

Una persona che sa apprezzare il silenzio visto come momento di riflessione e non come un momento per mettersi in mostra lanciando applausi fuori luogo. Il giorno 11 marzo 2018 si è andati oltre al minuto di raccoglimento: il silenzio è iniziato al momento dell’ingresso delle due squadre in campo ed è finito quando l’arbitro ha sciolto la linea unica che si era creata a centrocampo con Fiorentina e Benevento mischiate assieme. E nessuno ha osato fischiare nemmeno l’orrendo inno della Lega Calcio, nonostante facesse schifo e non c’entrasse niente con la situazione.

Di più, in una giornata del genere, del tutto speciale è riuscito a prendersi gli applausi di un intero stadio perfino l’arbitro dell’incontro; il signor Pasqua è stato perfetto nel capire lo stato d’animo dei giocatori, ha fatto fermare il gioco al momento della coreografia per Astori, ha abbracciato Badelj alla fine della partita, mentre il croato stava piangendo come un bambino ed ha applaudito la Fiesole prima di rientrare negli spogliatoi.

Perché c’è voluta la morte di una persona per capire che il calcio deve essere ben altro rispetto a quello che abbiamo visto finora? Perché non si poteva vivere prima una giornata del genere senza che ci andasse di mezzo il povero Astori? Ora, forse, quei 35 mila che c’erano hanno la risposta a tutte queste domande.

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27 commenti

  1. Il popolo Viola ha il pregio non comune di avere un grande Cuore le cui leggi sono dettate dall’amore e il rispetto e si sono manifestate tutte in questa tragedia che ha colpito il nostro Capitano.L’amicizia non ha dimensione non ha tempo è il valore intrinseco dentro di noi,questo è quello che si è manifestato in questa lunga settimana e a pensarci forse di altri tempi dove ci si soffermava di più a coltivare questi valori.Davide Sempre nei Nostri Cuori

  2. Alessio Di Clemente

    Caro Direttore bel pensiero. Io invece credo che in qualcuno il seme della maturità potrebbe germogliare. E anche se fosse uno solo non sarebbe stato un dolore sprecato. Grazie.
    Grazie. Un saluto S.D.C.

  3. Direttore condivido la sua opinione che allo stadio si è vissuto un qualcosa che alla TV non poteva succedere annche se chi come me non è venuto ha sofferto lo stesso , ma onestamente non cambierà niente e ciò me lo hanno dimostrato le due tifoserie di Napoli ed Inter che dopo il minuto di silenzio per Astori si sono offese e pesantemente .
    Come non cambierà quando la Juve fra un anno ritornerà al Franche , il calcio che dice lei è un Utopia.

  4. Super penso abbia fatto la sintesi migliore.
    Io in molti lustri di stadio, ne ho viste di tutti i colori, dal “tentato omicidio” di Martina su Antogno, al maledettisssimo infortunio del Bati con il Milan, dalla gara con l’Inter dopo la scomparsa di Pier Cesare Baretti, a quella dopo la scomparsa di Manuela Prandelli.
    Ma anche “drammi” sportivi come la goleada con retrocessione al Foggia di Zeman, o gioie intensissime come il 4-3 all’Inter dei record, il 2-1 ai gobbi a tempo scaduto o il 4-2 in rimonta.
    Detto ciò, una roba come domenica penso di nn averla mai vissuta. È stata un’apnea di due ore, quel silenzio infinito, ma anche l’acquata che pareva nn bagnasse per come nessuno si è mosso per andare a ripararsi sotto gli spalti (di solito c’è il fuggi fuggi generale per molto meno) quasi come se l’allontanarsi fosse ritenuta una mancanza di rispetto per il Capitano. Guardate è molto difficile spiegarlo a parole, ma chi era presente capisce i’ke voglio dire.

  5. supercannabilover

    Io non c’ero allo stadio, purtroppo da qualche anno mi sono allontanato di troppi km… Allo stadio le emozioni si vivono direttamente e non c’e’ televisore che tenga, poche storie. Per Del Corona che non ho avuto il piacere di conoscere, penso che le emozioni da lui provate saranno state molto intense perche’ con Davide Astori ha avuto un contatto diretto, se non di amicizia. Anche se come gia’ dimostrato sa rispondere con buon senso ai commenti che lo toccano, mi sento di chiedere almeno per questo argomento, di non rompergli i c……

  6. franchini antonio

    new entry ninnes? amico di sarri?

  7. O Franchini abbozzala! Uno dovrebbe anche capire quando è l’ora di farla finita.

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