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Pioli ci sente per davvero per la Fiorentina. La grande differenza tra lui, Sousa e Montella

Stefano Pioli è arrivato sulla panchina della Fiorentina in un momento particolare vissuto dalla squadra, un momento in cui c’è stata una vera e propria rivoluzione. Ma Pioli, si legge su La Nazione, non è affatto pentito della scelta fatta, anzi. Sì, perché l’allenatore viola ci sente per davvero per la Fiorentina ed è come se la vita precedente da calciatore gli avesse lasciato in sospeso un legame che si è riannodato sotto una diversa prospettiva. E’ questa anche la caratteristica principale che lo differenzia da Montella e Sousa, che hanno preso questa loro avventura a Firenze come un trampolino di lancio.

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9 commenti

  1. Chi viene da noi deve farlo come punto di arrivo dove fare il massimo e non come punto di partenza per altri posti.

  2. Bravissima persona, e lo ricordo con affetto quando giocava per noi. Ma allenatore modesto e senza ambizioni. lo dice la sua carriera. e altrimenti non avrebbe accettato una situazione come questa

  3. Allenatore da media classifica per una squadra da media classifica se tutto va bene

  4. Tifolamagliaviola

    Che sia attaccato alla maglia o no, Pioli verrà giudicato dai risultati. Un decimo posto gli sarà perdonato quest’anno ma non il prossimo ammesso che i fratellini e i loro scagnozzi non gliene facciano una colpa e lo buttino fuori. Se fa un settimo posto sarà considerate un eroe, ma il problema sarà ripetersi se continua la politica low-cost. Comunque sia, rischia qualcosa solo se scende sotto la fatidica soglia del 10imo posto

  5. Il solito articolo de La Nazione dettato, molto probabilmente, da qualcuno dell’entourage DV, il solito articolo nel quale si cerca di evidenziare presunti pregi e scoperte di Corvino & Co. E , tra l’altro, non porta nemmeno molta acqua al mulino di Pioli perchè lo si capisce come un allenatore medio, contento di una squadra ridimensionata e destinata alla parte centrale della classifica, allenatore senza ambizioni ed i cui traguardi sono al nostro attuale livello. No, non mi sembra che La Nazione abbia fatto un grande servizio a Pioli e, tra l’altro, questo ” legame riannodato” è tutto da dimostrare perchè Pioli, da buon professionista, ha dato tutto anche quando era alla Lazio e quando era all’ Inter per cui….

  6. DellaValleforever,già mi viene l’orticariava scriverlo, si ci voleva uno come Pioli che prendeva tutto quella ribongia che gli hanno dato ,andava in ritiro con la sola primavera,e iniziava il campionato con giocatori arrivati o all’ultimo minuto o direttamente alla seconda terza dii campionato senza sapere nemmeno il nome ,dicendo sempre tutto va bene ,poi brava persona e attaccato alla maglia ,almeno quello …… .

  7. Pioli per fare anche la metà di quello fatto da Prandelli ,Montella e anche Sousa dovrà fare piu che dei miracoli dato la tanta ma tanta qualità in meno che ha a disposizione ,in pratica non potra mainarrivareva quei livelli ,perché a tutti i passi che potrà con fatica fare avanti avrà una societa che via via gli togliera la terra di sotto mi piedi per cui sarà sempre impossibile andare avanti per completare una squadra e lottare per livelli più ambiziosi che un anonimo centro classifica .

  8. Credo che la dote principale di un allenatore non debba essere questa. Però bisogna essere onesti e gli va riconosciuto il fatto che l’attaccamento alla maglia c’è. Poi commette errori da principianti, ma questo è un altro paio di maniche.

  9. DellaValleforever

    Ottima intuizione di Corvino e della Proprietà. Serviva una persona come lui per ridare quel senso di fiducia all’ambiente

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