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SE LA FIORENTINA DECIDESSE DI FARE IL SALTO IN AVANTI AVREBBE BISOGNO DI UN ALTRO CENTRAVANTI. LA DIFFERENZA CON LE GRANDI STA TUTTA LI’

Partiamo da un assunto: la classifica rispecchia il valore di questa squadra. Forte, ma giovane. Bella, ma poco cinica. Migliorabile, sicuramente. Cambiare giudizi dopo la sconfitta dell’Olimpico avrebbe poco senso, ma fare qualche considerazione in più sì, quello si può. La giovane carta d’identità, spesso e volentieri, può essere sinonimo di poca personalità. Questo dicono i numeri. Ottima Fiorentina in casa, un solo punto raccolto fuori. Giocando sempre bene, a testa alta, ma gettando via molte occasioni. I numeri non mentono: al momento il problema è più in attacco che in difesa. Dove Pjaca ancora deve trovare la giusta forma, dove Chiesa si accende spesso ma viene poco aiutato, dove Simeone fa fatica a segnare.

A proposito dell’argentino. Chi scrive pensa che, alla sua età, trovare attaccanti che combattono così, lottano così, corrono così, sia cosa rara e che i margini di miglioramento siano tantissimi. Scomodando i più forti, Batistuta e Toni alla sua età facevano molto meno. Guardiamo però il presente: Simeone oggi non giocherebbe nelle squadre migliori, Chiesa sì. Juventus, Napoli, Roma, Inter, Lazio, Milan, ovvero: Ronaldo, Mertens, Dzeko, Icardi, Immobile, Higuain. La differenza al momento è tutta qui. O meglio, tanta qui. Perché i viola giocano bene, mettono sotto gli avversari, lottano, ma negli ultimi venti metri non hanno chi al momento la butta dentro. Chi si fa trovare pronto, con la zampata vincente. Anche tecnicamente, Simeone, mostra qualche scricchiolio. Tenere palla, servire il compagno smarcato, far salire la squadra. Non sempre gli riesce come servirebbe. Direbbe qualcuno: in questa Fiorentina, con questi traguardi, Simeone ci sta benissimo. Giusto. Gli attaccanti citati prima, infatti, guadagnano tutti molto di più del Cholito e giocano in squadre, Lazio a parte, che hanno traguardi più importanti dei viola. Diciamo quindi che, se la Fiorentina decidesse di fare il salto di qualità, avrebbe bisogno di un centravanti già pronto. Uno da venti gol, uno scafato.

A Roma sono venuti fuori i limiti di una squadra che, quando chiamata al salto di qualità, ancora mostra qualche problema. La partita dell’Olimpico, era da affrontare con maggiore cattiveria. Inzaghi non se la passava bene, la Lazio faticava, si vedeva benissimo che il ‘colpaccio’ non era impossibile. Invece niente, appuntamento con la consacrazione soltanto rimandato, speriamo. Perché giocare bene, ma portare a casa zero punti, non è mai una cosa bella. Sta accadendo anche all’Empoli, alla Spal, ma sono squadre con obiettivi diversi. Ci piace, infine, il coraggio di Pioli nel dare spazio a giovani come Sottil. Ogni tanto, provarci, non è reato.

Chiusura su Lafont: passano le partite, ma continua a non convincermi. Male nelle uscite, rischia con i piedi, benissimo nella personalità e nelle prese a terra. La speranza è che anche lui cresca in fretta, perché non sembra essere decisivo al momento. Chiamato poco in causa (merito sicuramente della fase difensiva dei viola), si vede poco e determina poco. Anche lui è giovane, anche lui avrà bisogno di tempo, anche lui andrà aspettato. La domanda è sempre la solita: possiamo permettercelo? L’obiettivo è il settimo posto e il ritorno in Europa. I complimenti fanno piacere, ma servono soprattutto i punti.

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32 commenti

  1. E sì, per avere un centravanti di riserva discreto, bisogna essere una squadra di vertice, e soprattutto non avere una proprietà come quella dei fratelli Taccagni.

  2. Capisco che questi articoli son fatti per avere commenti, compreso il mio, ma mi sembrano chiacchiere da bar. Ormai il giornalismo come tutto segue logica di mercato (quanti commenti prende e relativa utilità monetaria), ma il calcio è alta roba. Simeone non sarà in forma, pure non un fenomeno tecnicamente ecc… ma da qui a dire che il centravanti è il motivo perché questa squadra non è al livello delle altre è una bischerata. Che la Fiorentina giochi bene poi non mi sembra. È una squadra ben organizzata in difesa, che ha anche buone individualità giovani e di prospettiva, ma ha una quadratura da trovare. Non ha attesa organizzazione offensiva che difensiva. Manca idea di sviluppo offensivo corale che si basa tutto su giocate singole. La qualità in mezzo al campo manca. Sta provando varie soluzioni, abbassando Gerson (che nel primo tempo ha fatto buona partita) o addirittura Biraghi. Io perciò da buon mister come tutti noi suggerirei Dabo davanti a difesa con Veretout mezz’ala e Gerson nel tridente. È un idea nel frattempo che Pjaca si spera di sblocchi. Saluti a tutti

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