Voce del verbo "rimandare": per l'ennesima volta se ne riparla a giugno. Ma se il cambio di passo non è arrivato finora...

Giulio Dispensieri  | 

Le parole di Rocco Commisso non cambiano nulla sul pianeta Fiorentina. E forse, nel bel mezzo della stagione, era impossibile aspettarsi qualcosa di diverso. Dichiarazioni coerenti con il modus comunicandi del presidente da quattro anni a questa parte: sempre dalla parte del mister, che fosse Iachini o Italiano, e del gruppo. E i giudizi, ancora una volta, rimandati a fine stagione.

Voce del verbo “rimandare”

“A giugno capiremo se…”. Quante volte l'abbiamo sentita questa frase? “Rimandare” è il verbo ricorrente in casa Fiorentina, praticamente da quando si è insediata la nuova proprietà. Ogni estate l'attesa della rivoluzione, prontamente delusa. Un domino di errori che si trascina e non si ferma, ma ora la situazione è ancora peggiore. 

Aria di rivoluzione? Ma quando mai

Perché un ciclo potrebbe chiudersi, quello di Italiano ma anche di tanti giocatori. Ricominciare da capo, per l'ennesima volta, con una rosa che di punti fermi ne ha pochissimi. Servirebbe una scossa vera, una rivoluzione totale, e questo vale con o senza il mister. Ma la vera domanda è un'altra: se non è cambiato niente dopo il ritorno in Europa, dopo due trofei sfiorati, dopo un Natale al quarto posto, perché dovrebbe cambiare qualcosa adesso?

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