Grandi aspettative in estate, delusioni in serie ad inizio stagione con tanto di ritorno sulla terra e speranza che ci sia ancora tempo per non vivere l'ennesima "annata di transizione". Può essere descritta così la Fiorentina attuale, costruita in estate da Fabio Paratici che qualche mese prima è stato accolto a Firenze come il salvatore della patria. C'è un giocatore che ricalca alla perfezione l'andamento viola ed è Arthur Atta, tra i principali colpi estivi portati a termine dall'ex dirigente della Juventus.

Acquisto a sorpresa per tempistiche spesa, simbolo di una possibile nuova era viola

Siamo ad inizio luglio e la Fiorentina sta per dare il via ad un'estate da assoluta protagonista a livello di mercato. I pronostici di tifosi e addetti ai lavori la danno quasi all'unanimità in lotta per l'Europa e non necessariamente quella frequentata nelle annate precedenti, ovvero la Conference League. Un cambio di passo netto dopo l'ultima e disastrosa annata, dovuto anche ad acquisti come quello di Arthur Atta. L'arrivo del giocatore dall'Udinese viene annunciato l'11 luglio. Niente telenovela, niente voci e contro voci: nel giro di poche ore, Paratici chiude l'acquisto e lo ufficializza. E che acquisto, anche in termini economici: all'Udinese vanno circa 25 milioni di euro più bonus, oltre al 30% sulla futura rivendita. Un'operazione alla quale i fiorentini sono più abituati: arriva un giocatore corteggiato anche dalle big, chiudendo l'affare con rapidità e senza clamori e grazie ad un investimento importante della società. Allora la Fiorentina può fare mercato senza ritrovarsi sempre all'ultimo, allora c'è la possibilità di spendere anche senza essere in Europa, allora sognare è lecito senza accuse di presunzione...

L'inizio della stagione: il ritorno sulla terra, ma non è troppo pardi per una svolta

Atta esordisce in viola a metà agosto, in Coppa Italia contro il Benevento. Debutto positivo per lui e per la squadra, che vince per 4-1 anche grazie ad un suo assist vincente. La prima di una lunga serie di vittorie? Il campo dice altro, fin dalla prima in campionato contro la Roma. Il netto 4-0 imposto dai giallorossi è un chiaro campanello d'allarme, al quale purtroppo seguono conferme di una squadra ben diversa da quella sognata in estate. Le sconfitte contro Frosinone e Torino costano la panchina a Grosso, torna Vanoli e dopo un paio di risultati che risollevano l'ambiente rimedia un altro paio di sconfitte che tengono la Fiorentina in fondo alla classifica. E Atta? Un po' trequartista, un po' centrocampista e ultimamente infortunato (anche più lungamente rispetto alle previsioni). Quasi mai dominante in campo: come il contesto di squadra che lo circonda - con il mercato di Paratici già al centro di critiche - e andando in disaccordo con sogni estivi dei tifosi e opinioni degli esperti. Anche se probabilmente i supporters viola ne hanno abbastanza di questa frase, c'è ancora tempo per risalire verso posizioni più consone al valore (almeno teorico della squadra). Magari sarà proprio Atta, quando tornerà dal suo infortunio, a dare la scossa giusta.


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