Le nostte PAGELLE: Joao Mario e Dodo, due ruoli inspiegabili, centrocampo che affonda non si cambia. Caro Grosso, era uno scherzo vero?

DE GEA: 5 Una prima parte in cui fa Superman su Dybala e soprattutto su Rodrigo Mora, la prima rete arriva da una conclusione ravvicinata. Sulla seconda di Malen però la manina gli si piega un po’ troppo facilmente, sconsolato sul terzo dove probabilmente rivede i connotati della passata stagione.
DODO: 4,5 A un certo punto stramazza al suolo per motivi misteriosi, lasciando un’autostrada per il cross a Wesley. Si fa gabbare da Malen che se lo beve col tacco in un fazzoletto, nella ripresa Grosso se lo inventa perfino esterno alto. Dopo un’estate da esiliato il motivo per cui venga riabilitato all’improvviso è misterioso.
DRAGUSIN: 5 Una chiusura provvidenziale su un assist di Dybala per Malen. Poi però lascia il mancino all’olandese ma con meno ardore del solito e viene trafitto, insieme a De Gea. Si addormenta malamente sul quarto gol quando Pisilli gli passa quasi sotto le gambe.
RANIERI: 5 La Roma arriva di gran carriera, Dybala slalomeggia come quando aveva 20 anni, su almeno un paio di reti fa la parte del birillo. Sulla terza rete va giù troppo facilmente sul tackle di Lulli: era difficile pensare che con gli stessi uomini di quattro mesi, le cose potessero andare troppo diversamente.
JOAO MARIO: 5 Debutta ‘contro-mano’, Lulli è alla prima in A eppure qualche sofferenza arriva anche da quella parte. Drammatico sul lancione che lascia a Dybala l’azione del raddoppio, inevitabile che davanti cerchi di rientrare sul suo piede... 81’ Valdepenas: s.v.
FAGIOLI: 4,5 In affanno per tutta la partita, impreciso, quasi intimidito, ricorda quasi… il centrocampo dell’anno scorso! E toh guarda caso, la Fiorentina si è presentata proprio con il centrocampo dell’anno scorso. Il mitico centrocampo del quindicesimo posto. Viaggia a due velocità di meno rispetto a Kone ma forse perfino a Cristante. 63’ Oulai: 6 Qualche strappo fisico ce lo mette, la personalità non gli manca, il problema è che la partita è già finita quando entra.
BRESCIANINI: 4,5 Il primo tiro è suo, violento ma centrale. Poi che partecipi effettivamente a Roma-Fiorentina ce lo dice il tabellino perché non si segnalano tracce su alcun radar o heat map. E meno male che conosceva i compagni. 63’ Jimenez: 5,5 Si presenta subito con un dribbling, poi sparisce anche lui.
NDOUR: 4,5 Parte subito con una titubanza ed un pallone regalato a Malen. Il suo lavoro in pratica è il raddoppio fisso su Wesley per accompagnare Dodo. Fiacco anche il primo tiro, la giocata che ormai l’aveva contraddistinto. Da un “intoccabile” come lui era lecito aspettarsi qualcosa di più.
ATTA: 5,5 Parte da trequartista come in tutta l’estate, costretto ad abbassarsi per trovare palloni e ossigeno. Conduce giusto un contropiede in solitaria in cui cerca l’assist su Ndour, che arriva in ritardo. Poi viene definitivamente neutralizzato da esterno di un improbabile 4-4-2. 74’ Mandragora: 5,5 Entra nel finale, in tempo per chiudere un involontario triangolo con Pisilli che firma il poker.
MASTANTUONO: 5,5 Per provare, quantomeno a girarsi, a guardare la porta (target misterioso un po’ per tutti) ci prova. Cerca un paio di assist in verticale su Pellegrino, subisce qualche fallo ma finisce presto nella morsa di Kone ed Hermoso, che carica di un giallo a testa. Chiaro che non possa bastare ma insomma, aveva anche il nulla intorno. 63’ Kean: 6 non si capisce il motivo del suo ingresso, a partita già finita e cessione quasi ultimata. Una sventola a scaldare le mani di Svilar però la scaraventa.
PELLEGRINO: 5 Una situazione e una serata infame in cui esordire. La mette sul fisico e sui duelli con Ndicka ma l’unico risultato che raccoglie nei 90 minuti è… un calcio d’angolo. Se ne riparla contro avversari più alla portata.
GROSSO: 4 Si riparte con gran fiducia nella tragica Fiorentina 25/26, con Joao Mario a sinistra per riesumare inspiegabilmente Dodo a destra. Con Atta adattato un po’ ovunque, tranne che a centrocampo ma a dominare è la paura e la totale assenza di idee per superare la metà campo. Dopo il terzo gol improvvisa un tris di cambi e un 4-4-2 con il doppio centravanti e un Kean in campo da quasi ceduto. Oulai? Mistero della fede. Abbiamo scherzato stasera, vero Fabio?



