Le nostre PAGELLE: Ranieri e una grinta che gli altri se la sognano. La strana partita di Nzola e stavolta stecca Gonzalez

Stefano Del Corona  | 

Terracciano: 6,5 Deve subito dire di no a Martinez, toccando un fendente dell'argentino. L'attaccante dell'Inter si rifà poco dopo di testa. Va basso per respingere il tiro di Frattesi

Faraoni: 6,5 Bello davvero il salvataggio fatto al 14'. Peccato solo che dall'angolo successivo nasca il gol del vantaggio dell'Inter, sul quale per inciso lui non c'entra niente, vanificando quanto di bello era riuscito a fare in precedenza. Chiude bene dalla sua parte e c'è anche qualche palla messa in mezzo perché non disdegna anche delle proiezioni offensive. 

Martinez Quarta: 6 La prima volta che si fa vedere, lo fa perdendo un pallone e in pratica lanciando in uno contro uno Lautaro. Palla sanguinosa, ma azione che fortunatamente si chiude con una bella parata di Terracciano. Riesce ad assestarsi dopo l'errore e a chiudere anche situazioni pericolose. 

Ranieri: 7 Vive la brutta sensazione di trovarsi uno contro uno con Martinez. Passato lo spavento, ci mette tutto se stesso per riuscire a fermare gli avversari, pericolosissimi con la difesa alta che mette in mostra anche in questa circostanza la Fiorentina. Ha una grinta e una forza d'animo che manca in tutti gli altri interpreti del reparto arretrato viola. Viene steso in area dell'Inter in maniera più che sospetta sugli sviluppi di un calcio piazzato. 

Parisi: 5 Cosa ci faccia lui su Martinez nell'angolo che genera l'1-0 nerazzurro, non è dato saperlo, anche perché è un mismatch perdente in partenza. Poi si può discutere, e anche molto a lungo, sui metodi utilizzati dall'argentino, ma questo è un altro paio di maniche. Andando oltre l'episodio non dà l'impressione di essere in partita, commettendo molti errori. Milenkovic: SV.

Bonaventura: 6 Complice il ko all'ultimo momento di Sottil, Italiano lo mette esterno nel 4-2-3-1. Cerca di adattarsi in una posizione particolare per lui, anche se nella prima parte di carriera ha giocato lì, e l'occasione migliore del primo tempo la costruisce lui, con un destro che impegna severamente Sommer. Nzola lo ignora colpevolmente nel secondo tempo: lo avesse servito avrebbe potuto battere il portiere svizzero, vista posizione e solitudine. Alla fine se la cava. 

Arthur: 5,5 Probabilmente è condizionato fin dall'inizio da un problema fisico che lo costringe ad uscire all'intervallo. Sta di fatto che in campo le cose non sono propriamente facili per lui che fa fatica contro il dinamismo della mediana interista. Lopez: 

Duncan: 6 Ci mette quel che può, tanta generosità, tanta corsa, ma anche non tantissima qualità. Tutto questo fino a quando ce la fa. Esce nel finale ma comincia ad arrancare qualche minuto prima della sua sostituzione. Mandragora: SV

Ikone: 5 E' un elemento avulso dal gioco e dalla partita. Due iniziative nei 60 minuti passati in campo, un dribbling e una palla bassa respinta dagli avversari e un cross di destro troppo alto per tutti. Gonzalez: 5 Ha subito tra i piedi l'occasione di realizzare il rigore del pareggio, la specialità della casa. Stavolta però lo batte male, laddove Sommer si accartoccia e blocca facilmente. Il primo errore dagli undici metri costa carissimo. 

Beltran: 5,5 Bellino, morbido per potersi divincolare in una retroguardia di cristoni grandi e grossi e che lasciano pochi spazi. Barak: SV

Nzola: 5,5 Che dire? Sicuramente è più vivo rispetto ad altre circostanze. Se non fosse per il non trascurabile dettaglio che nove volte su dieci parte in fuorigioco. Per questo motivo gli annullano anche un gol. Errore grave al 69': stoppa un pallone bene in area, si gira…e tira in maniera debole verso la porta dell'Inter con Bonaventura che era da solo davanti a Sommer. Si procura il rigore prendendo un pugno in piena faccia dal portiere interista. 

Italiano: 6 Ci vuole coraggio per poter schierare una Fiorentina con una difesa così alta contro l'Inter. E il primo tempo l'esposizione al contropiede nerazzurro potrebbe mettere definitivamente KO la squadra. La squadra di Inzaghi non approfitta di diverse situazioni e mano a mano la Fiorentina guadagna metri. Finisce con i suoi riversati nella metà campo avversaria, con tanto orgoglio con voglia di pareggiare ma con i soliti problemi di fondo. E senza rinforzi dal mercato, fatto di non poco conto. 


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