Lupoli: “Fiorentina straordinaria ma non ero pronto, Ujfalusi tra i migliori difensori in Italia. Le parole di Prandelli oggi mi tornano utili”
È passato anche dalla Fiorentina Arturo Lupoli, ex attaccante ed oggi allenatore della Primavera dello Spezia. Lupoli è cresciuto nelle giovanili dell’Arsenal prima di tornare in Italia e fare una carriera molto al di sotto delle grandi, iniziali, aspettative sul suo conto. Con la Fiorentina per il bresciano appena una presenza, in Coppa Italia, nel 2007 contro l’Ascoli. A Pro Football Podcast su Youtube, Lupoli è tornato sull'esperienza a Firenze.
“Avevo quasi chiuso la trattativa col Napoli, poi è arrivata la Fiorentina. Avevo dato la priorità al Napoli, perché la mia famiglia è originaria della provincia napoletana, mi affascinava e poteva essere bello. Il passaggio alla Fiorentina è stato un momento importante, a prescindere da come sia poi andata. La piazza di Firenze è straordinaria, ha grande storia e importanza nel calcio italiano. Quel passaggio è sicuramente avvenuto in un momento in cui non ero ancora pronto per una piazza così importante, ma col senno di poi è facile dirlo”.
‘Prandelli voleva farmi capire che…’
“Ho giocato poco, la squadra era molto forte, c’erano attaccanti come Pazzini, Vieri, Mutu, Osvaldo, Santana, c’era tanta tanta concorrenza ed in quel momento era complicato per un giovane trovare spazio in una squadra che arrivò ai preliminari di Champions. Il passaggio da uno spogliatoio inglese ad uno italiano è stato qualcosa di diverso, ero il giovane che doveva dimostrare e farsi strada… in Inghilterra sei più ‘coccolato’, a livello di cultura. Prandelli era un allenatore con cui non ho avuto un grandissimo rapporto, ma tornando indietro ho compreso come volesse farmi capire che non ero pronto per giocare in quel gruppo. Tatticamente e tecnicamente ci sono tante cose che mi ha insegnato che oggi mi tornano utili”.
‘Un anno difficile… ma che mi ha lasciato qualcosa’
“Tanti ragazzi mi hanno lasciato un bellissimo ricordo, come Seba Frey, Ujfalusi, avevo un bellissimo rapporto con loro. Poi Bobo Vieri, Pazzini e Osvaldo, che durante gli allenamenti segnava gol straordinari anche da metà campo o in rovesciata. Dainelli, Ujfalusi, Jorgense, Kroldrup, erano molto molto forti da affrontare in allenamento… Ujfalusi, che poi andò all’Atletico Madrid, è stato tra i difensori più importanti della Serie A di quegli anni. Un anno impegnativo, difficile, quando non si gioca è così, però mi ha lasciato qualcosa per la mia carriera”.



