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Pietro Comuzzo
Pietro Comuzzo. Foto: Vicario/Fiorentinanews.com

Il 2025 viola è stato segnato in gran parte dalla metamorfosi (una delle tante) col passaggio alla difesa a tre, operato prima da Palladino e confermato poi da Pioli e dalla fase iniziale di Vanoli. Si partì un anno fa di questi tempi, quando purtroppo la Fiorentina si stava riorganizzando tatticamente dopo aver perso Bove e l'arrivo di un ex scudiero di Palladino, come Pablo Marì, ebbe proprio quello scopo lì. Con Ranieri e il rientrante Pongracic, lo spagnolo di fatto si prese la scena a scapito di Comuzzo, che era stato brillante nella prima parte di stagione.

Il trend è proseguito anche in estate, complice anche una condizione fisica non perfetta da parte del classe 2005. Di fatto si è deciso di 'investire' su un ragazzo di 32 anni, nell'ottica di un modulo che non ha portato profitti alla Fiorentina, tutt'altro. Ignorando così un patrimonio importante come il 20enne friulano, molto più a suo agio con i quattro dietro. 

La nuova metamorfosi viola ha riportato Comuzzo al centro della difesa e Pablo Marì sul mercato, ad un passo dall'Al-Hilal: ancora in tempo per non disperdere un patrimonio di cui l'ex ds Pradè si sarebbe volentieri disfatto in estate, quando l'obiettivo era sostituirlo con Lindelof. E se pensiamo a quanto fatto con Kayode e alla strategia su Martinelli, siamo di fronte ad una altra bella follia a livello gestionale.


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