Serie A 2026/27, la Fiorentina riparte da zero: mercato, addio di Kean e primi verdetti
Il centenario del club doveva essere una festa. Dopo due giornate di Serie A la Fiorentina si ritrova invece con zero punti, zero gol segnati e sette subiti: il peggior avvio della sua storia, peggiore anche di quelli del 1935/36 e del 2001/02. Nel frattempo la sessione estiva si è chiusa con una rivoluzione quasi integrale della rosa e con la partenza del giocatore simbolo degli ultimi due anni, Moise Kean, ceduto al Como il 1° settembre. Un mese fa il tema erano le ambizioni europee, oggi il tema è la reazione. Vale la pena mettere in fila cosa è successo sul mercato, cosa è cambiato in campo e come si sono mosse le valutazioni del campionato dopo un inizio così.
Tredici volti nuovi: il mercato di Paratici e Goretti
Le operazioni che pesano di più sull'assetto della squadra:
- Arthur Atta dall'Udinese, pagato 25 milioni fissi più una percentuale sulla futura rivendita;
- Pedro Gonçalves dallo Sporting Lisbona, arrivato all'ultimo giorno con prestito oneroso da 2,5 milioni e obbligo condizionato a 22,5;
- Wilfried Gnonto dal Leeds e Njie, a completare la batteria degli esterni;
- Mateo Pellegrino dal Parma e Beto in attacco, dopo l'addio di Roberto Piccoli al Bologna;
- Radu Dragusin, Viery e Victor Valdepeñas a ridisegnare la difesa davanti a David de Gea.
Resta in sospeso la posizione di Marcelo Brozovic, svincolato, che il club può tesserare anche a mercato chiuso. Il quadro complessivo è una rosa cambiata in ogni reparto per età, caratteristiche e gerarchie interne, affidata a un allenatore, Fabio Grosso, al primo anno su una panchina di alta pressione.
L'addio di Kean e il buco davanti
La cessione di Kean ha chiuso una vicenda iniziata a metà agosto con l'offerta del Como e culminata nel braccio di ferro del 26 agosto, quando l'attaccante si presentò in ritardo al Viola Park e chiese di non allenarsi. L'accordo finale prevede un prestito oneroso da 10 milioni con obbligo di riscatto fissato a 25 più 5 di bonus. Kean lascia Firenze dopo 79 presenze, 35 gol e sette assist in due stagioni, con il picco dei 19 centri in campionato nel 2024/25.
Il punto è che la Fiorentina ha sostituito il suo centravanti titolare con una rotazione ancora da definire tra Pellegrino e Beto, mentre Gudmundsson resta in bilico. Nelle prime due partite la squadra ha calciato molto e segnato niente: contro il Frosinone ha prodotto oltre 25 tiri senza trovare la rete, cosa che non le accadeva dal 2023.
Due sconfitte, sette gol subiti: cosa non ha funzionato
Il 4-0 dell'Olimpico contro la Roma poteva rientrare nel conto di una squadra nuova al debutto. Lo 0-3 casalingo con il Frosinone, nella serata della festa per i cento anni, ha avuto un peso diverso. La Fiorentina non aveva mai perso senza segnare le prime due gare stagionali in Serie A, e il passivo di sette reti supera qualsiasi precedente. La scorsa stagione, chiusa al quindicesimo posto con 42 punti dopo l'esonero di Pioli e l'arrivo di Vanoli, era già stata la peggiore degli ultimi anni.
I nodi aperti in vista della terza giornata:
- una difesa che ha subito sette reti in due partite, con de Gea non impeccabile sul gol di Raimondo;
- il ruolo di Atta, provato da trequartista a Roma e poi arretrato a mezzala;
- l'assenza di un centravanti di riferimento riconosciuto dallo spogliatoio;
- il tempo di inserimento di Gnonto, Njie e Gonçalves, arrivati a campionato iniziato.
Come si sono mosse le valutazioni dopo l'avvio
L'estate aveva alzato le aspettative: la campagna acquisti spinta aveva accorciato le distanze dei viola dal gruppo delle candidate all'Europa nelle lavagne antepost. Due sconfitte e la cessione di Kean hanno ribaltato la lettura in pochi giorni. Le quote Serie A aggiornate mostrano un movimento netto: le valutazioni per un piazzamento tra le prime sei si sono allungate, mentre si sono accorciate quelle legate a una stagione di media o bassa classifica. In parallelo, Como e Roma hanno guadagnato terreno dopo due vittorie larghe a testa.
Vale la pena ricordare che i mercati antepost fotografano l'opinione del momento, non una previsione. Grosso arriva da un Sassuolo partito con due sconfitte e poi salvato con largo anticipo, e i precedenti di squadre risalite da avvii disastrosi non mancano.
La verifica comincia sabato 5 settembre alle 15, in casa contro un Torino anch'esso in difficoltà. Con la sosta alle porte, il risultato peserà parecchio sul clima intorno alla squadra e sulla panchina di Grosso. Firenze ha investito e cambiato quasi tutto: ora servono punti, e servono in fretta.
