La domanda intorno alla quale gira tutto. Quello che è inammissibile dopo un mercato del genere - VIDEO
Finalmente il mercato è chiuso. Non diamo voti, diciamo soltanto che Paratici è riuscito in quello che aveva in mente di fare: rivoluzionare la Fiorentina dopo la stagione, davvero infelice, dello scorso anno.
Certo, i risultati del campo ancora deludono, come le prime apparizioni di Grosso da allenatore viola. Speso si è speso, e tanto, di giocatori ne sono arrivati, tanti, e qualche cessione c'è stata. Dei big soltanto Kean se ne è andato, in un modo che non ha convinto quasi nessuno. Ma questo è il calcio e il tallone d'Achille di questa squadra rischia di essere oltre alla difesa (al momento in nuovi arrivati non convincono), proprio l'aver ceduto Kean per prendere Beto. Perché così alla fine è andata.
Un po' poco, sulla carta, soprattutto dopo quanto fatto trapelare dalla Fiorentina: "Al posto di Kean arriverà un calciatore di livello pari o superiore". Beh, un bell'azzardo dire una cosa del genere in una piazza come Firenze. E comunque, il nuovo ds viola, applauditissimo per i giocatori di qualità che è riuscito a portare (giovani, promettenti ma con poca esperienza), dal punto di vista delle cessioni ha sicuramente incontrato qualche problema. Kean venduto a 40 milioni circa è un prezzo basso rispetto al valore del calciatore. Fagioli e Dodò che rimangono a Firenze, per motivi diversi, danno la sensazione di operazioni in uscita che la Fiorentina non è riuscita a concretizzare.
Insomma, ci vorrà tempo e calma (anche se i tifosi viola sembrano averla già esaurita) per plasmare la nuova squadra. Ma la vera domanda dopo le prime due giornate di campionato, la più impellente, rimane questa: la scelta di Grosso è stata giusta e azzeccata? Tanto, se non tutto gira attorno a questo interrogativo. La partita di sabato con il Torino rischia di diventare già decisiva. Zero punti in due partite, sette reti subite e zero fatte, sono numeri inammissibili dopo un mercato del genere. Dal voto sicuramente positivo.
