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Dopo la cocente delusione dell’anno scorso con la finale Scudetto persa, la Fiorentina Primavera sta consolidando la propria crescita in questa stagione. Potrebbe essere l’anno giusto per puntare alla vittoria del titolo, ma soprattutto c’è un gruppo che sta dando i frutti di un ottimo lavoro, che riguarda anche le squadre di età più giovanile. Per approfondire la conoscenza su alcuni grandi talenti del settore giovanile viola, Fiorentinanews.com ha contattato in esclusiva Andrea Ritorni, capo scouting della VGA (Vigo Global Alliance Sport Services, di Claudio Vigorelli).

Parlando del settore giovanile della Fiorentina, nella Primavera stanno emergendo tanti talenti, che trovano la giusta libertà di espressione. Come giudica l’operato di mister Galloppa?

Galloppa è un prospetto, un professionista vero. Fa maturare i giocatori e li migliora, ha uno staff molto importante. I dati alla mano gli danno ragione. Per quanto riguarda la costruzione della squadra in generale, bisogna dare anche merito e onore al direttore sportivo Angeloni. Ha fatto un ottimo lavoro in Primavera, negli anni ha portato tanti suoi giocatori. Questa stagione può essere quella buona per lottare per il titolo. Sarebbe un bel coronamento per il settore giovanile della Fiorentina”.

Mettiamo la lente d’ingrandimento su Edoardo Sadotti e Lapo Deli, assoluti protagonisti di questo gruppo. Peraltro entrambi sono stati aggregati in prima squadra, prima in Coppa Italia e poi in Conference…

I giocatori vanno aspettati. Vedi Deli, ad esempio, con cui lavoro da quattro anni: negli ultimi quattro mesi ha fatto un cambiamento particolare, dal punto di vista calcistico e soprattutto mentale. Lui coi piedi ci disegna, ha un’intelligenza tattica fuori dal comune. Aveva soltanto bisogno di capire quanto è forte e quanta intensità doveva mettere in questo calcio. Ora lo sta facendo e si vedono i frutti del suo grande lavoro: va spesso al gol, sa al tempo stesso lavorare bene da mediano basso, è bravo in marcatura e macina assist. Sadotti, invece, lo gestisco da un anno ed è un grande prospetto della difesa. Come marcatore è di altissimo livello e ha già fatto quattro gol da centrale difensivo. Ha una struttura fisica eccezionale. In più conosco benissimo la famiglia e i suoi valori, è un ragazzo squisito e molto umile, che lavora forte e capisce l’errore cercando di migliorarsi. Sono due classe 2006, dal prossimo anno lasceranno la Primavera. Non so se potranno partire in ritiro con la prima squadra, nella prossima stagione. A febbraio è troppo presto per parlarne. In ogni caso sono molto felice di entrambi, lavorano e agiscono da professionisti seguendo ogni dettaglio. Sono gli aspetti basilari per poi cercare di entrare definitivamente nel mondo del calcio. E loro lo stanno facendo”.

Più volte ci ha indicato il nome di Federico Croci, ormai ragazzo da copertina del settore giovanile viola. Come si articola il suo talento e come procede il percorso di crescita?

“Federico è un grande talento. Ha una velocità e un cambio di direzione che ho visto veramente a pochi ragazzi, in più questa capacità di variare destro-sinistro è impressionante. La strada è molto lunga, bisogna andare con i piedi per terra. Adesso è in Under 17 e sta facendo bene sotto la guida di Guberti. Galloppa lo ha convocato più volte con la Primavera; ancora non ha debuttato, ma presto arriverà il momento giusto, quando il tecnico e la Fiorentina lo riterranno opportuno. Questa settimana è in Nazionale Under 16 per la doppia amichevole contro il Belgio. Nella prima delle due è partito titolare e ha pure segnato. Che gli vuoi dire… La strada rimane sempre quella della testa bassa, quindi lavorare con umiltà per correggere gli aspetti che il calcio ti impone, quindi il ruolo e la struttura fisica. Man mano che il ragazzo sale di livello, incontra sacrifici sempre maggiori da fare. Ma è una cosa normale. Croci è un ragazzo d’oro seguito da una famiglia eccezionale, tenendo conto che è sempre molto ragazzo. Ha pur sempre 15 anni e ha bruciato le tappe, quindi dobbiamo stare molto attenti. Perché il calcio ti dà tanto ma è capace di togliertelo in un secondo, bisogna essere psicologicamente pronti ad affrontare qualsiasi tipo di problema. Peraltro è stato fermo anche per tre mesi per infortunio, ma non ha perso il suo entusiasmo che è fuori dal normale”.

Chiudiamo con una novità, Paolo Paris, arrivato da Brescia e al primo anno alla Fiorentina. Come stanno andando i primi mesi in viola?

“Paolo è un ragazzo molto interessante, ambidestro con destro naturale, può fare il quinto e il braccetto da entrambi i lati del campo (ma meglio a destra). Da poco ha avuto un infortunio al tendine, ma dalla prossima settimana dovrebbe essere nuovamente arruolato. I primi mesi alla Fiorentina sono andati molto bene. Il ragazzo si è dovuto adattare, viene da un’altra società e da altri tipi di allenamento. Ha dovuto prendere confidenza con gli allenatori, con la scuola e con i nuovi metodi. Non tutti siamo uguali, i primi mesi servono proprio per abituarsi. Lo stesso Kayode, mi ricordo, qui fece le prime sette partite senza mai giocare, poi il tempo aiuta. Ripeto, i giocatori vanno aspettati. Anche lui ha giocato in Nazionale Under 16. Avere lui e Croci in azzurro, a quel livello lì, è il segno che stiamo lavorando bene. Questo gruppo di collaboratori e match analyst è un gioco di squadra, un lavoro prezioso che punta a portare alla Vigoglobalsport profili sempre migliori e di grande prospettiva”.


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