​​

Foto: Vicario/Fiorentinanews.com
Foto: Vicario/Fiorentinanews.com

Potevano essere tre, ma potevano anche essere tranquillamente zero. Sto parlando dei punti che la Fiorentina poteva (ma non ha fatto) portare a casa dell'Olimpico. Invece alla fine è arrivato un pari, che per i Viola vale doppio, mentre per Pedro e compagni vale quasi zero. Ma lasciamo stare i numeri adesso. Tanto con quelli c'è già una classifica che fa piangere e fa pena per una squadra come quella che porta il nome di Firenze. 

Un nuovo Gud

Parliamo invece di un singolo. Albert Gudmundsson. Finalmente, dopo tanto, troppo tempo, lo stiamo ritrovando a suo agio. Quasi fosse scattato un click mentale che lo ha liberato da tutti i suoi “blocchi”. L'islandese adesso con Vanoli viaggia più sereno, non ha troppo timore di sbagliare una giocata o di tirare un calcio di rigore. Peccato che il suo tiro dal dischetto non sia valso la terza vittoria in campionato, ma è stata comunque una prova più che sufficiente per il numero dieci gigliato a Roma. 

(Ri)proviamoci

Per favore, però, non parliamo di ‘cura Vanoli’. L'allenatore lo ha semplicemente messo nella posizione di campo a lui più congeniale e Gudmundsson sta rispondendo positivamente agli stimoli. Quel brutto "encefalogramma piatto" dei primi mesi con Pioli sembra già quasi un brutto ricordo. Adesso abbiamo un ‘10’ che inventa, rifinisce e all'occorrenza ripiega pure. Insieme a lui, sta tornando a brillare anche la stella di Fagioli. I due giocatori di maggior talento a disposizione di Vanoli. E allora che la Fiorentina riparta - o comunque, continui a provarci (per la lotta salvezza) - da il suo numero dieci. 


💬 Commenti (7)