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Benedetto Ferrara

Nella sua rubrica Rock & Gol su La Nazione, Benedetto Ferrara parla della mala gestione di Vanoli nel match di ritorno con lo Jagiellonia:

"Ai tempi del primo Montella gli allenatori di tutta Europa andavano ai “campini” per studiare una evoluzione tecnico-tattica coraggiosa che stava illuminando il campionato italiano. Oggi il fenomeno si ripete, perché il Vanolismo, erede indiscusso del Piolismo, ha molto da insegnare in quanto a originalità. Giocatori fuori posizione, un centrocampo astratto nel quale l’unico che gira, Fagioli, è anche l’unico senza sostituti di ruolo, soglia di attenzione simile a quella di un bambino di tre anni davanti alla tv che trasmette un film esistenzialista polacco degli anni ’70.

E per Vanoli non resta che un grazie di tutto e arrivederci. Tutta colpa sua? No di certo. Ma anche lui qualche responsabilità ce l’ha. E un bel corso sull’arte della demotivazione a Coverciano qualcuno forse glielo proporrà. Magari come supplente dell’ultimo Pioli. La Fiorentina somiglia tanto alla povera Magnolia di piazza Beccaria, un lampo di colore luminoso circondato dal cemento dei cantieri. Intanto però la magnolia è salva, e questa potrebbe essere una dolce metafora e un augurio per la nostra Fiorentina".


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