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Stefano Pioli incontra Alessandro Ferrari e Daniele Pradè. (da Instagram: @acffiorentina)
Stefano Pioli incontra Alessandro Ferrari e Daniele Pradè. (da Instagram: @acffiorentina)

La classifica attuale della Fiorentina e le esplicite richieste di Paolo Vanoli hanno portato gli effetti sperati sul mercato, con il club che nei primi 13 giorni di calciomercato ha già concluso due operazioni in entrata, Solomon e Brescianini, con la terza che potrebbe essere conclusa già nelle prossime ore, quella relativa ad Harrison del Leeds. L’effetto Paratici, che arriverà comunque alla fine del mese, si vede, ma l’aspetto che balza maggiormente all’attenzione di molti è un altro.

Il primo errore è stato tattico: rinunciare agli esterni è stata una vera e propria follia.

In pochi giorni è stato spazzato via mercato estivo, quasi 95 milioni d'idee e programmi totalmente rinnegati: molti dei giocatori arrivati in estate sono già con le valigie in mano. A tutto questo si aggiunge un altro aspetto legato alla tattica. Già con Palladino in casa Fiorentina si era instillato un pensiero fisso: dopo i tre anni con Vincenzo Italiano (quand spesso i protagonisti in campo erano proprio in quel ruolo) si è deciso di iniziare a fare a meno degli esterni offensivi. Una scelta che, durante la stagione, ha portato Pioli prima e Vanoli poi ad avere molte difficoltà a trovare soluzioni in attacco. Il problema venne sottolineato anche da Galloppa nel breve “interregno" tra i due tecnici. A 5 mesi dall’ultima finestra di mercato la società viola è pronta fare marcia indietro, intervenendo in primo luogo proprio in quella zona del campo

Un mercato estivo che non ha avuto senso: a dirlo sono i fatti

A testimonianza che in estate è stato tutto sbagliato c'è la realtà dei fatti. Analizziamo uno per uno i giocatori arrivati in estate. Piccoli, 30 milioni: scomparso dai radar. Dzeko, a 2 milioni netti a stagione: non gioca mai, con il club che aspetta soltanto che il giocatori trovi una nuova sistemazione. Viti, arrivato in prestito dal Nizza: da qualche giorno non si allena più con la squadra in attesa di un’offerta allettante. Sohm, centrocampista pagato 16 milioni: la sua involuzione è totale, risultando ai margini del progetto tecnico di Vanoli. Nicolussi Caviglia, il regista predestinato: con le sue “giocate” è riuscito a risvegliare Fagioli, che di fatto gli ha tolto definitivamente il posto e nelle prossime settimane se ne andrà. Fazzini, altri 10 milioni al vento: fermato da infortuni e congiure interne non hai mai avuto tante possibilità e, anche lui, potrebbe partite già a gennaio. L'intera strategia di mercato attuata dalla Fiorentina in estate (non stiamo parlando di anni fa) è stata completamente sconfessata. Non basta? Guardiamo allora la formazione che è scesa in campo domenica contro il Milan: era composta interamente da giocatori già presenti in rosa nella scorsa stagione. 

I colpevoli hanno un nome ed un cognome

Le colpe di tutto ricadono in primo luogo sull’ex direttore sportivo viola Daniele Pradè e chiaramente su tutto il suo entourage, compreso Goretti. E’ difficile capire cosa abbia portato l’ex dirigente viola a fare scelte come quelle prese in estate: dal rinnovo monstre per Moise Kean ad operazioni che al momento si sono rivelate inutili come quelle di Sohm, Piccoli e Fazzini. E l’idea è che ci sia il suo zampino anche sull’assetto tattico, fossilizzato per mesi sul 3-5-2: dopo aver pianificato il mercato invernale precedente, per costruire una difesa a tre, portando in rosa ben 6 difensori centrali, la volontà a luglio era quella di proseguire quella strada. Peccato che l’artefice di tutto, Raffaele Palladino, a fine stagione sia letteralmente fuggito da Firenze rassegnando le dimissioni e rinunciando tanti milioni. Uno scalino sotto c'è Stefano Pioli, che entusiasta di ritornare a Firenze il prima possibile, (probabilmente per fuggire dall’Arabia) si è fatto andar bene tutto: dalle scelte tecniche a quelle di natura gestionale. E ci duole dirlo, soprattutto per il bene che Firenze vuole (o voleva) all’uomo. Senza entrate nel discorso preparazione fisica, per molti un’altra delle noti dolenti della gestione Pioli.

Nel 2026 è un'altra Fiorentina, ma Vanoli ha bisogno di almeno un paio di aiuti dal mercato

Siamo partiti, come già sottolineato in precedenza, alla disperata ricerca di esterni. Se si ha davvero la volontà di proporre un 4-3-3, o sul 4-2-3-1, la Fiorentina avrà bisogno almeno 4 esterni. Al momento contiamo Solomon, Harrison in arrivo, Gudmundsson e un Parisi adattato e riscoperto. E’ quindi possibile che venga aggiunto qualcos'altro. Dopo l’arrivo dell’inglese ormai ex Leeds, però, le priorità si sposteranno sicuramente in altri ruoli: occorre almeno un centrocampista da aggiungere alla mediana e di un difensore centrale di livello. Mancano 19 giorni alla fine del calciomercato e la speranza è che la società abbia finalmente le idee chiare su quello che serve adesso alla squadra. Poi servirà tirarsi fuori dall'attuale posizione il prima possibile e programmare un futuro totalmente diverso. 


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