Cecchi Gori: "Commisso? Tutti vogliono fare lo stadio per fare speculazione edilizia, ma si fa soltanto perché ami la tua squadra. I terreni del Viola Park li avevo comprati io"

L'e presidente della Fiorentina Vittorio Cecchi Gori ha espresso altri concetti e ricordi nella sua intervista a La Nazione: "Se mi piacerebbe tornare alla Fiorentina? Non dico in balaustra come una volta, ma a dare una mano anche sì. Con Antognoni”. I miei genitori si erano conosciuti a un Fiorentina-Juventus. Erano entrambi tifosi. Ma quando abbiamo preso la società, nel 1990, il mio babbo ha iniziato a star male. Poi è morto. Proprio nell’anno della serie B. La vendita a Pontello? Venne qui a Roma. Il babbo gli disse ’Io più di dieci miliardi non te li do’. Lui insisteva per undici. Lo convinsi io, mio padre, a metterci il miliardo in più”.
Su Commisso e lo stadio
E alla domanda sull'attuale patron Rocco Commisso che voleva uno stadio di proprietà risponde: “Tutti vogliono fare lo stadio per fare speculazione edilizia. Ma lo stadio si fa solo perché ami la tua squadra. Comunque andava fatto, magari dove c’è l’aeroporto e così facevano un’altra pista a Peretola. E poi... si sono vantati tanto del centro sportivo (il Viola Park ndr), ma quei terreni a Bagno a Ripoli li avevo comprati già io. Solo che quando c’è stato il fallimento si sono portati via tutto...”.
Su Batistuta e altri giocatori
Sui “suoi” giocatori commenta: “Ho voluto bene anche a Rui Costa, a Toldo. Ma lui mi è rimasto nel cuore. Certo, fu un colpo da maestro prenderlo. Ero a Los Angeles e vidi una partita della Coppa Libertadores dalla piscina del Beverly Hills Hotel. Giocava lui. Dissi: ‘È un sudamericano-europeo, è perfetto’. Chiamai l’avvocato che si occupava dei nostri acquisti. Gli dissi ‘Voglio Batistuta, degli altri che mi ha detto non voglio nessuno. La cessione alla Roma? Aveva già 33 anni. Io ero amico di Sensi e gli dissi: ‘A Firenze lo scudetto non me lo faranno vincere mai, compralo te e avrai il tricolore ma te lo devo far pagare caro e ti dura 1-2 stagioni al massimo’. Così andò”.
Episodio con Ranieri e Rui Costa
E alla domanda se ha mai fatto una formazione: “A un Fiorentina-Juventus con un amico straordinario come Ranieri che aveva messo in panchina Rui Costa perché aveva uno stiramento. Gli dissi: ’Claudio scusami, vatti a bere un’aranciata, me la prendo io la responsabilità. Ma Rui Costa gioca’”.
Sulla vita privata
Sul matrimonio e l'amicizia con Trump ha commentato: “Se ho fatto errori?La moglie sbagliata, colpa di Troisi (ride ndr) che mi diceva ’Cosa vai cercando, ha due cosce come due autostrade’. E così fu. Ma sa qual è il detto? Donne e buoi dei paesi tuoi. Tutti mi hanno detto che sbagliavo. Ma avevo 40 anni, i miei amici erano tutti sposati. Era una bella fi... L’ho fatto per superficialità”. Sono nati due figli: Mario è uno splendore e Vittoria (fa una pausa, ndr). Bah, Vittoria sta in America. Ora dice che torna ma non la vedo da 13 anni. Mario lo vedo di più perché vive a Roma. Mi è stato più vicino. Avevo fatto amicizia anche con Trump, l'attuale presidente degli Stati Uniti. Mi aveva venduto la più bella casa di New York. A New York mi rompevo ma Trump diceva ‘lascia perdere l’Italia’. Aveva ragione, se solo fossi rimasto là...”.


