Sulla Fiorentina e sull'avvicinamento alla prossima stagione, è intervenuto il giornalista Massimo Basile a Calciostyle.it, che inizia da un'ultima valutazione su Italiano: “Bilancio positivo, ha dato un'anima a una squadra modesta. Dove è mancato il talento, è arrivata la sua capacità di attaccare in massa. Esasperazione? Non nasce dalla follia, ma da un calcolo dettato dalle limitate potenzialità della rosa. Non mi è piaciuto qualcosa, invece, nella comunicazione e nel gettare le responsabilità sui singoli senza mai assumersele. Anche un po' insofferente alle critiche, ma a Firenze è comunque riuscito a durare tre anni”.

“Dopo aver perso c'è sempre silenzio”

Sulla società: “Storia nota ormai: dichiarazioni roboanti dopo aver vinto, spesso anche con un po' di veleno, e silenzio dopo aver perso. Eppure il primo anno parlavano solo di calcio, mi pareva di sognare. Poi è improvvisamente cambiato il tono, i fiorentini sono stati attaccati e paragonati a formiche addensate intorno al pane. L'ho trovato offensivo, ma per loro o sei da una parte o dall'altra, cosa che un giornalista non può fare (prendere posizione)”.

“Club in linea con gli obiettivi, ovvero affari”

E aggiunge: “I successivi quattro anni, il club ha dato molto meno del previsto. Sono stati in linea con i loro obiettivi, ovvero fare affari e non calcio. In questo sono bravissimi. Convinto dalle ambizioni di Pradè e Ferrari? No”.

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