Jacopo Vicini
Jacopo Vicini

Ecco ecco, un altro contropiede. L'avranno pensato tutti e in effetti sul gol di Thiago il Bruges stava attaccando in 1 contro 3 (Terracciano compreso). E non è la prima volta che la Fiorentina lascia avanzare un calciatore avversario da solo contro il portiere ma incredibili, oltre alla ripetitività, sono i presupposti con cui la difesa viola si predispone quasi appositamente per incassare un gol più stupido del precedente.

A Bergamo in Coppa Italia ad esempio, era bastato un passaggio un pelino filtrante nei pressi di Koopmeiners (neanche esattamente sui piedi), a Lecce e ad Empoli si era partiti da corner viola, ieri addirittura da un rinvio casuale dal limite della propria area piccola. Che poi va bene l'atteggiamento propositivo, a volte avventato o esasperato, ma in fin dei conti in campo ci vanno i giocatori e i rispettivi cervelli: Italiano potrà raccomandare quanto vuole di accorciare verso l'alto, di proporsi (e Quarta lo prende anche troppo alla lettera), ma poi ci sono libero arbitrio e buonsenso, che dovrebbero guidare verso più miti consigli.

O magari a vagliare le soluzioni a seconda del contesto, cosa che davvero di rado fanno i tre centrali ruotanti della Fiorentina. Italiano ha parlato di “percezione del pericolo” ed è proprio quella che paiono non avere Ranieri, Quarta e Milenkovic: un altro esempio un gol del Milan a Firenze, con l'argentino e il serbo ad ostacolarsi su un pallone aereo a metà campo, così da aprire un'autostrada ai rossoneri. Troppo spesso insomma i contropiedi diventano tali anche per negligenze dei singoli, per leggerezze e abbassamenti di tensione, da cui la Fiorentina dipende tremendamente.


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