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Pantaleo Corvino
Pantaleo Corvino. Foto: Luca Fanfani/Fiorentinanews.com

Il direttore sportivo ex Fiorentina Pantaleo Corvino è intervenuto a Radio Bruno Toscana: “Venivo preso come un pompiere, un distruttore di sogni. Ma come tutti i tifosi io sono un sognatore. Quando sei un responsabile, tuttavia, sai che ti deve appartenere un sano realismo. In quegli anni siamo andati in Champions, vincendo un girone davanti al Liverpool, recriminando contro il Bayern e andando a un passo dalla finale di Europa League. Sono stati tanti momenti belli, però vedevo sempre il tifo mai del tutto soddisfatto”.

“Impossibile scegliere tra Toni e Vlahovic. Ivanovic…”

“Però fa parte del DNA fiorentino. Col tempo capisci che è così. Più fiero di Toni o di Vlahovic? Toni è frutto di una scarpa d'oro dopo 31 gol, a livello economico e finanziario Vlahovic è stato enorme. Non si può scegliere, non me la sento. Acquisto mancato che rimpiango? A pensarci me lo porto un po' dietro, dalla Champions si sfiorava il secondo posto sul campo… Avremmo potuto fare tre acquisti -con documenti già fatti- che avrebbero cambiato la storia. Ne dico uno, avevamo le mani su Ivanovic del Chelsea in cambio di Da Costa più soldi”.

“Avevamo le carte fatte col Bayer per Vidal. Era venuto a casa mia”

“Un altro è Vidal. Al mattino presto, alle 7 a casa mia, arrivarono lui e il procuratore Felicevich per firmare tutti i documenti. Le carte erano già state fatte con il Bayer Leverkusen. Poi, tutti lo sapete, c'è il retroscena su Vidic. Ha un enorme trascorso successivo. Perché non sono arrivati? Preferisco portarmi il motivo con me”.

“Ritorno a Firenze? Non mi pento, accettari per…”

Perché il ritorno a Firenze nel 2017? “Non mi pento mai delle scelte che faccio. Venivo dalla promozione a Bologna, ma sinceramente non mi trovavo benissimo con tutto il contorno. Mi chiamò la Fiorentina… e accettai. Sapevo che a volte i ritorni non portano buoni effetti, ma ci ho voluto provare. E abbiamo fatto due ottavi posti, crollando poi nel terzo anno con la rottura con Pioli”.

“Sarò al centenario. Non ho mai potuto salutare i tifosi, ora…”

“Per il cambio di proprietà non ho mai potuto salutare i miei tifosi. Al centenario? Ci sarò, vengo apposta. Dieci anni in una città sono tanti, non voglio essere rimproverato da tutti i miei amici fiorentini. Vengo appositamente per un saluto e per la ricorrenza. Per cosa mi piacerebbe essere ricordato? Per essermi sempre sforzato nel dare il meglio”.


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