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Dura l'analisi de La Gazzetta dello Sport questa mattina sulla prestazione della Fiorentina in Conference contro lo Jagiellonia, con la squadra di Vanoli che è stata sconfitta 4-2, ma ha passato il turno. 

L'analisi

"Viola di vergogna, la Fiorentina si intrufola a testa bassa negli ottavi di Conference, dove affronterà Strasburgo o Rakow. C'è poco da festeggiare il passaggio del turno, in coda a una prestazione sconcertante. La squadra di Vanoli riesce a dilapidare in cinquanta minuti il comodo 3-0 guadagnato in Polonia, facendosi travolgere dallo Jagiellonia che con il capocannoniere Pululu e il metodista Romanczuk, assenti all'andata, è tutta un'altra squadra rispetto a quella affrontata una settimana prima a Bialystok".

La partita

“La qualificazione arriva nel peggiore degli scenari, per il dispendio di energie per l'extratime e la perdita di Solomon che esce infortunato, e soltanto nel secondo tempo supplementare, con il colpo di Fagioli e un'autorete di Romanczuk provocata da Kean, innesti necessari per una Viola che ha ricevuto pochissimo dalle seconde linee. Con tanto di brividi finali perché il 2-3 non mette fine all'agonia: Imaz la prolunga con un destro che sorprende De Gea - entrato a inizio ripresa per Lezzerini, pure lui ko -, ulteriore dimostrazione che appena la Fiorentina abbassa la tensione ci scappa la sciocchezza”. 

Paura di tutto

“La squadra di Vanoli è come un paziente in rehab: sembra guarito dalle 3 vittorie di fila ma basta niente a farla riprecipitare nell'abisso. Dopo il 3-0 dell'andata ci eravamo chiesti come fosse stato possibile aver paura di questo Jagiellonia. Ma la Fiorentina ha paura anche della propria ombra”. 


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