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Nicolò Fagioli
Foto: Vicario/Fiorentinanews.com

Prima che sia salvezza, poi venga la rivoluzione. L'ennesima perché in un club schizofrenico e in cui per sette anni non si è programmato mai oltre lo spazio tra il pranzo e la cena, è più che normalità ormai la rapida bruciatura di qualsiasi sorta di progetto tecnico o investimento. Quello della stagione 2025/26 è destinato a rimanere negli annali solo in termini negativi e l'aspettativa di tutti è un ulteriore ricambio, affidato fin dalle prime battute a Paratici.

Nel poco di salvabile che si intravede in questa stagione però c'è sicuramente Nicolò Fagioli, per doti tecniche e ultime prestazioni, tra i pochissimi a poter immaginare in un contesto di maggior livello. Se ne è reso conto forse lui per primo che di tempo da perdere non ne ha più: è già alla famosa seconda chance, quella che si concede a chi sbaglia la prima. Il talento è fuori discussione e anche se per metterlo in mostra, Fagiolino ha dovuto abbassare il suo livello di partenza, in una Fiorentina concretamente di maggiori ambizioni potrebbe davvero fare la sua bella figura. Una rivoluzione basata sul Fagioli di oggi avrebbe delle ottime premesse.


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