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Questo pomeriggio l'allenatore del Cagliari Fabio Pisacane ha partecipato alla consueta conferenza stampa della vigilia, a poco più di 24 ore dall'importante trasferta di Parma: si tratta infatti di un vero e proprio scontro salvezza. Il tecnico rossoblù ha voluto gettare acqua sul fuoco sull'animo dei suoi tifosi, sottolineando come il traguardo non sia assolutamente ancora raggiunto nonostante i 29 punti in classifica. Questi alcuni dei temi trattati da Pisacane: 

L’assenza di Mina in difesa? Sicuramente dietro ho più soluzioni, Rodriguez potrebbe essere una delle carte da sfoderare. Al netto delle difficoltà e delle assenze, la squadra si è allenata bene e sa che per ovviare a certe difficoltà in certe situazioni bisogna anche essere brutti, sporchi e cattivi. Poi sarà l'atteggiamento che farà la differenza. Il Parma già all'andata ci ha dato un fotografia.Fanno tante transizioni e non dobbiamo essere disattenti".

“Ecco qual'è il mio rapporto con Cuesta”

Ha parlato anche del Parma e del rapporto che ha con il suo allenatore, Carlos Cuesta: ”In questi cinque mesi ci siamo sentiti spesso. Sappiamo quanta responsabilità abbiamo verso un'epoca nuova e un cambio di generazione. Non è facile per noi, sappiamo da dove siamo partiti e sappiamo benissimo lo scetticismo che c'era nei nostri confronti. Entrambi cerchiamo di far parlare il campo e andare avanti per la nostra strada. Le nostre sono due squadre che si fahno riconoscere per aver costruito un'identità e questo non è banale. L'importante sappiamo che è fare punti e muovere la classifica e fare attenzione”.

Ha parlato anche del ritorno dell’ex viola Folorunsho, e di quanto sia importante per il finale di stagione del Cagliari: "Abbiamo perso Folorunsho il 21 dicembre con il Pisa ed è stato due mesi abbondanti fuori. Oggi non è in grado di partire dall'inizio, ma a gara in corso ci può dare una mano e un'arma che ci è mancata, per attaccare la profondità con più giocatori. La lotta salvezza... è inutile guardare gli altri. Penso che la corsa dobbiamo farla su noi stessi. Dobbiamo muovere la classifica e se si muove è perché facciamo punti noi. Ci dobbiamo concentrare su quello. Serve un diverso atteggiamento? Contro il Lecce non è stata la nostra migliore partita, ma non vuol dire che se perdi manchi in atteggiamento. Penso che la squadra abbia costruito un'identità be precisa. Poi quando non fai risultato, sembra che l'atteggiamento venga meno ma non sono d'accordo. Ci sono anche gli avversari, ci sono più letture da fare”.

“Da qui alla fine ogni partita non è un match point, ma un passo verso l'obiettivo” 

Ha poi risposto alle domande sul discorso salvezza, e di quanto serva al club sardo per ritenersi al sicuro: "Non ho mai fatto tabelle né da calciatore né da allenatore. Preferisco ragionare nel breve periodo. Penso che questa squadra debba capire che tutto dipende da noi. Ogni partita ci può avvicinare all'obiettivo. Abbiamo fatto delle buone cose, abbiamo valorizzato i giovani, abbiamo portato al centro di tutto lavoro e senso di appartenenza. Sappiamo che Cagliari vive questa squadra con passione totale e a volte questa passione può diventare pressione continua. Penso che la serenità non si trovi nel lungo periodo, ma nel breve periodo, passando da quello che uno vuole lasciare sul campo. Ogni partita non è un match point, ma un passo verso l'obiettivo. Dobbiamo lavorare di giornata in giornata e vorrei esaltare il lavoro che ha fatto questa squadra nonostante le assenze. Concentriamoci sul presente che è ciò che ci permette di costruire un futuro sereno"


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