“Ambizione”, il caposaldo della Fiorentina che è dovuta ripartire dopo la dolorosissima sconfitta ad Atene. Lo hanno detto il dg Alessandro Ferrari e il ds Daniele Pradè nell'ultima conferenza stampa di qualche settimana, a stagione conclusa, dove è stato annunciato Raffaele Palladino come tecnico. Parole belle e promettenti, decisamente non molto chiare su obiettivi precisi, ma si è fatta la scelta di ripartire subito evidenziando, proprio, la voglia di ambizione.

Un'estate di ricostruzione, intanto…

Se è vero, come è vero, che i fatti raccontano al meglio le intenzioni dell'operato, ci sarà un intero calciomercato a cui ancora assistere. Dunque verba volant, sì, ma fino a un certo punto. Al di là della legittima molteplicità dei temi toccati, l'ambizione fa un po' a cazzotti con frasi del tipo “Così una crescita è impossibile”, parlando dello stadio. La difficoltà nel tenere alte le speranze e nel competere con le big non nasconde la poca chiarezza e qualche contraddizione riguardante cause esterne invalicabili, nonostante esempi a smentire.

Cosa chiede un tifoso per ripartire?

Quale sarà il destino della Fiorentina del futuro, lo chiariranno i prossimi mesi. Magari con l'occasione di ritoccare il tema. Intanto, la prima richiesta del tifoso viola è lontana da rappresentare un'utopia irraggiungibile. La macchia della finale di Conference ha alimentato l'esigenza di vedere in campo e fuori un ambiente, una squadra, un gruppo con forte unità d'intenti, impegno e appartenenza. Dopo l'irremovibile richiesta della maglia sudata, non spariscono comunque i sogni e gli obiettivi. Per quelli, il racconto va ai fatti.

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