Dopo Solomon, ecco Brescianini: ma ne arriveranno almeno altri tre. Vanoli è l’uomo giusto per portarci alla salvezza?

Dopo Manor Solomon, ecco Marco Brescianini. La Fiorentina continua ad essere molto attiva sul mercato in entrata e non si fermerà di certo a questi primi due colpi, mentre la piazza continua a chiedersi se Paolo Vanoli sia l’allenatore giusto per attuare questa rimonta salvezza.
Calciomercato Fiorentina: almeno altri tre colpi
Con Solomon a rappresentare il primo esterno di ruolo in rosa e Brescianini presumibilmente che andrà a prendere il posto di Ndour in questa nuova Fiorentina titolare disegnata con il 4-3-3 o, se preferite, con il 4-1-4-1, la mini rivoluzione non si fermerà qui.
Ora un alter ego di Fagioli in cabina di regia, visto che Nicolussi Caviglia non ha convinto, un altro esterno di ruolo per dare all’allenatore un’alternativa in più in avanti e, infine, un jolly difensivo. Al netto di eventuali occasioni di mercato, sia in entrata che in uscita, perché la Fiorentina deve anche liberarsi dei cosiddetti esuberi. Alcuni nomi? Oltre al già citato Nicolussi Caviglia ed al già ceduto Infantino, Viti (con il prestito da interrompere con il Nizza), Richardson, Sabiri, Kouamé, Pablo Marì (non a suo agio in una difesa a 4) e non solo.
Vanoli sì, Vanoli no
La Fiorentina è in ripresa, sicuramente i 7 punti nelle ultime 4 partite rappresentano una media nettamente superiore a quella delle prime 15 gare. Nonostante questo, Vanoli però non gode ancora di una fiducia incondizionata. Il primo tempo contro la Lazio, ad esempio, è stato indecente, con una squadra presa a pallate dagli avversari, a cui manca un rigore netto, con la Fiorentina scesa in campo inspiegabilmente molle, senza alcun mordente. Era come se gli avversari che vagano a metà classifica fossero scesi in campo per giocarsi la finale di Coppa del Mondo ed i calciatori viola, in pienissima lotta salvezza, fossero lì per caso o, al massimo, per disputare la partitella di allenamento del mercoledì.
Ma i giocatori si dicono carichi, in forma, in piena sintonia, sia fisica che tattica, con il nuovo abito tecnico cucito loro dall’allenatore ed allora non ci resta che aspettare la partita con il Milan di domenica, come riprova per capire se i primi 45 minuti di Roma hanno rappresentato soltanto un incidente di percorso in una strada tutta nuova e quasi completamente virtuosa.



