L'arbitraggio semi-comico di Gishamer: dal giallo inventato a Fazzini al fantasioso vantaggio concesso allo Jagiellonia. Ma il rigore è troppo evidente anche per lui
Di mestiere fa l'ingegnere civile. Quello che speriamo è che nel suo lavoro sia più preciso rispetto all'arbitraggio visto ieri sera in campo nel match tra Jagiellonia e Fiorentina. La partita non è complicata, ma il signor Sebastian Gishamer ne combina diverse durante tutto l'arco dei 90 minuti.
Fischi abbastanza incomprensibili
Il gioco è spesso spezzettato dal suo fischio, nonostante i falli siano la maggior parte delle volte sul pallone. Il primo capolavoro arriva a metà del primo tempo, quando già si era capito l'andazzo: giallo a Fazzini per un fallo che il giocatore viola addirittura subisce. A sua discolpa, la chiamata arriva dall'assistente. Ma poco cambia. Un giallo che potrebbe costare caro all'ex Empoli, che rischia in altre due situazioni nel secondo tempo. Ma un secondo giallo sarebbe stato assurdo vista la prima sanzione.
Un vantaggio discutibile e un rigore troppo netto
Il secondo rischio proprio Fazzini se lo prende al limite dell'area viola commettendo fallo. Gishamer lascia però giocare e la palla finisce in rete dopo un passaggio di un secondo giocatore (non quello che aveva subito fallo) a un terzo. Gol annullato. Poi si torna indietro al fallo e alla punizione dal limite. Bizzarro concetto del vantaggio. Il palo salva i viola. Poi mancano altri cartellini, come quando Fazzini viene steso al limite dell'area. Ma Mandragora rimedia con una magia. Infine il rigore su Piccoli. Ma il contatto è talmente evidente che lo vede pure un distrattissimo direttore di gara. Alla fine per la Fiorentina va bene così.


