Una piacevole e inaspettata sorpresa: tutta l’esperienza di Yerry Mina al servizio della Fiorentina. E in Conference adesso può diventare un talismano

Lorenzo Ciabattini  | 
Il difensore colombiano Yerry Mina. Foto: Vicario/Fiorentinanews.com

Una delle diverse sorprese della formazione scelta da Italiano per la sfida di giovedì scorso al Genk è stata quella di schierare Yerry Mina. Il difensore colombiano, mai titolare fino ad allora, aveva trovato pochissimo spazio, complice l’infortunio che l’aveva tenuto fuori per molte settimane. Ma contro i belgi, dal primo minuto (e poi giocandone più di 100!), l’ex Barcellona ha messo in campo tutta la sua esperienza internazionale.

Una gara solida, nonostante il doppio compagno di reparto

Una partita solida, che ha visto oltretutto due compagni di reparto per tempo. Prima Martinez Quarta, con il quale ha condiviso la rete del pareggio, e poi Milenkovic, assieme al quale ha sbarrato l’accesso alla porta di Christensen. Sorprendentemente, quasi tutta la gara del ‘Panita’ è stata positiva, nonostante i mille dubbi che potevano sortire all’uscita delle formazioni.

La sua rincorsa per battere le punizioni è già iconica

Gli attaccanti del Genk hanno spesso sbattuto sui 195 centimetri e 90 chili e più di Mina, il giocatore più possente della rosa di Italiano. Muscoli, forte di testa e con la grande capacità, acquisita nei tanti anni di carriera in qua e là per il mondo, di capire il momento. La sua rincorsa per battere le punizioni lunghe è già diventata virale. Qualcuno parlerà di gesto antisportivo, ma ciò che conta è stato aver retto fino alla fine il gol vittoria di Gonzalez. Tre punti merito anche della solidità di Mina.

Una Mina in più per la Coppa

Adesso Mina in Conference (contro avversari, quindi, molto più modesti rispetto alla Serie A) può diventare un fattore. Un talismano che immette nel rettangolo di gioco la sua decennale esperienza fra Sudamerica, Champions League e Premier League. Italiano aveva bisogno di un centrale con certe caratteristiche dopo la cessione di Igor e forse oggi – taaanti mesi dopo il suo arrivo a Firenze – possiamo dire di averlo ritrovato.

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