Viola Confusion - E come canterebbe Adani "finalmente facciamo calcio"
Il beffardo 1-1 tra Fiorentina e Milan è già passato quasi remoto e il 3-0 con cui il Genoa di De Rossi ha liquidato il Cagliari lunedì pomeriggio ha provveduto a spegnere quella folatina di ottimismo domenicale che aveva attraversato il cosmo viola. Però c’è un però: finalmente, facciamo calcio. Ogni riferimento all’indimenticabile singolo del 2024 scritto e cantato da Lele Adani è puramente voluto. E per nulla casuale.
La Fiorentina vista contro il Diavolo è sembrata, forse per la prima volta in questo campionato, una squadra di calcio. Non un manipolo di amatori assemblati all’ultimo momento dall’amico designato – e disgraziato – che deve trovarne dieci per il calcetto del mercoledì sera. Una squadra, appunto. Ed è probabilmente in questa sensazione che il mondo Fiorentina dovrebbe trovare il vero conforto.
Primo tempo
Vanoli schiera una squadra tenendo fuori Solomon e Brescianini, inizialmente in panchina, mentre Kean torna al centro dell’attacco dopo due partite di purgatorio. Allegri risponde lasciando seduti i grossi calibri: Leão, Rabiot e Modrić, sostituiti da Füllkrug, Ricci e Jashari.
È Pulisic ad avere le occasioni migliori del primo tempo, divorandosi almeno un paio di gol piuttosto comodi. La Fiorentina, però, resta ordinata e dà l’impressione di poter far male in transizione con Gudmundsson, Parisi, Dodô e Gosens.
Non è il gegenpressing di Klopp né il giocagioca di Iachini, ma si torna finalmente al mantra del Sommo Adani: “La salvezza è la fatica. E noi facciamo calcio!”.
Secondo tempo
Nella ripresa il copione cambia: il Milan palleggia, la Fiorentina morde. Al 65′ la Viola capitalizza il predominio dei primi venti minuti con l’incocciata di Comuzzo che di nuca – su corner di Gud – buca Maignan. Uno a zero e delirio collettivo.
La gioia, però, dura lo spazio di un’esultanza. Basta guardare il cronometro per capire che manca ancora una vita al triplice fischio di Massa d’Imperia (curiosa assonanza topogeografica). Se ne accorge anche Allegri, che inserisce quelli buoni buoni rimasti in panchina più Nkunku, il quale al primo tiro buca De Gea sul primo palo. 1-1 all’89′, con sette minuti di recupero da giocare. Una vita, appunto. Parola di Allegri.
Finale
C’è ancora tempo per una traversa heavy-metal del neo-viola Brescianini al 95′ e, nell’azione successiva, per l’ennesima occasione sprecata da Kean a tu per tu con il portiere rossonero. Una stagione sottosopra anche per il centravanti della Nazionale.
Finisce così. Altri due punti volati via dopo Roma, sì. Ma questa Fiorentina, almeno, sembra cantare: “Riscoprite il sacro fuoco, difendete il territorio. Facciamo calcio!”.
Colonna sonora per la lettura dell’articolo
Facciamo calcio – Daniele Adani



