Così è se mi pare... Il centravanti è evaporato. Un'orchestra nella quale se suonano i violini, tacciono gli ottoni
La difesa a quattro e il ripristino delle ali (termine che preferisco ad “esterni”), ancorché adattate (Parisi, Gudmundsson), pare che abbiano rinvigorito la Fiorentina. Sottolineo “pare” perché in questa stagione l'unica certezza è l'incertezza.
Davanti a De Gea si (tra)balla un po' meno quando c'è da fronteggiare le sfuriate degli avversari. Perseverano, invece, le distrazioni di massa su corner e calci di punizione. Un vizietto che né cambio di allenatore, né cambio di modulo ha corretto.
Elemento di novità
C'è però un elemento di novità, per così dire, che mi ha colpito nelle ultime partite in cui la Fiorentina pare (lo ri-sottolineo) aver superato l'imbabolamento che l'aveva caratterizzata in questa prima parte di stagione: il centravanti è evaporato.
I viola scendono in campo in undici, ma il gioco è fato per dieci. Il 9 c'è ma non si vede. Le ultime prestazioni di Kean e Piccoli sono una la fotocopia dell'altra. Entrambe sbiadite. Nessuno dei due, in questa stagione, ha brillato. Il titolare è solo una brutta copia dello stoccatore ammirato lo scorso campionato. L'ex Cagliari, grinta a parte, non ha messo in mostra niente che lo avvicini alla quotazione di mercato generosamente assegnatagli dalla società viola.
Rigenerato il gioco sulle fasce, ma la punta centrale…
Tuttavia il nuovo modulo ha rigenerato il gioco sulle fasce, ma inaridito i rifornimenti alla punta centrale. Riusciranno i nostri eroi a giocare qualche partita (non pretendo tutte) da squadra al completo con portiere, difesa, centrocampo e attacco che funzionano in modo corale? O dovremo assistere ancora ad un'orchestra nella quale se suonano i violini, tacciono gli ottoni e viceversa?
Centravanti se ci sei, batti un colpo. Anzi un gol.



