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Dodô

Tra le visioni più surreali che si sono avute in questo primo stralcio di gare ufficiali, c'è stata la presenza in distinta di Dodo per l'esordio a Roma. Una titolarità che forse non si aspettava nemmeno il brasiliano, quasi esiliato durante l'estate, non fosse altro che per l'arrivo di due terzini destri come Jimenez e Joao Mario. La narrazione della prima settimana di lavoro di Paolo Vanoli 2.0 voleva il tecnico attratto misteriosamente, quasi misticamente, dalla vecchia guardia, quella con cui era arrivato quindicesimo a fine maggio, nonostante una parte finale di campionato in crescita.

Vecchia guardia in soffitta 

Se l'attacco era irrestaurabile, visti tutti i volti nuovi arrivati in estate, per la difesa il vento spingeva quasi in direzione del ‘fastidioso’ quartetto: Dodo, Pongracic, Ranieri, Valdepenas/Joao Mario. Non per fortuna le idee di Vanoli, che invece ha presentato subito una novità interessante, con la presenza da esterno tattico di Viery, in una sorta di schieramento asimmetrico, ma soprattutto con l'esclusione di Dodo. Al suo posto ha giocato, e bene, Alex Jimenez. Nessun minuto per il brasiliano, solo qualche scampolo per Pongracic che ad oggi parte alle spalle di Dragusin: per entrambi la sensazione è che la strada d'ora in poi sia in salita. Per la Fiorentina, che di tutto aveva bisogno fuorché rispolverare gli incubi della passata stagione, una bella boccata d'aria.


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