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Kean Ndour
Foto: Vicario/Fiorentinanews.com

Due vittorie consecutive in campionato, tre totali contando la Conference, forse la quarta nel mirino con un play-off che pare comunque già nettamente indirizzato a favore. L’ultimo doppio successo della Fiorentina risaliva al finale della scorsa stagione, i 3-2 contro un festeggiante Bologna fresco di Coppa Italia vinta e contro una vacanziera Udinese lasciata ingiustamente in dieci sul parziale di 1-0 per i friulani. Per tre affermazioni consecutive bisogna risalire a fine marzo 2025, quasi un anno fa. Sempre nel “fortino” del Franchi: la rimonta contro il Panathinaikos e i blitz contro Juventus e Atalanta, ultimi veri colpi di coda della banda Palladino.

Un filotto raro. E finalmente la Fiorentina respira

Seppur non senza patemi e invece con momenti di scarsa intensità, il piccolo filotto Como-Jagiellonia-Pisa non è solo una gradita “prima volta” di questa stagione, è anche una scossa importante al contesto Fiorentina. Lo sono soprattutto i due successi in campionato, per la classifica ancora deficitaria. Vale più che mai il concetto di “non guardare gli avversari”: nonostante la persistente crisi del Torino (graziato nel 2-2 a Firenze) e il progressivo crollo di una Cremonese a secco di vittorie da dodici turni, la squadra di Vanoli trova respiro soprattutto grazie a queste sue vittorie, all’apparenza tanto scontate eppure in realtà così affatto ovvie.

E non era affatto scontato, vedendo il punto di partenza

Con un intero 2025 vissuto perdendo sempre più la capacità di incidere, di cogliere obiettivi, di dimostrare il suo ipotetico valore, la squadra sembrava ridotta a uno stato larvale, incapace di alcunché. Ma dopo Losanna, punto più basso tanto emotivo quanto tecnico della squadra, sono 18 punti raccolti in 12 partite. In quel momento la Fiorentina era inchiodata all’ultimo posto con zero vittorie; oggi ha recuperato punti un po’ su tutte (dai 5 sul Genoa ai 14 proprio sulla Cremonese) sganciando sul fondo Pisa e Verona.

Resta solo un nemico da sconfiggere

Ora è ancora presto per tirare il fiato, presto per ragionare di “gestione delle risorse” in ottica Conference - i potenziali ottavi di finale contro Strasburgo o Rakow cadranno a cavallo di Cremonese-Fiorentina, ultima di tre sfide da azzannare dopo Udinese e Parma. Lo stesso approccio sottotono del primo tempo in Polonia –pur con formazione ampiamente rimaneggiata– e l’ansia crescente nella gestione della ripresa contro il Pisa valgono per promemoria sulle difficoltà della squadra, tanto di intensità quanto di serenità sui 90 minuti. Alla fine, resta valido il solito adagio: la Fiorentina ha tutti i mezzi per salvarsi, ma deve ancora sconfiggere il suo peggior rivale. Sé stessa.


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