A Firenze vige il Made in Italy: la linea imposta da Commisso. Fatti in casa e azzurrabili ma a molti manca l'ultimo step

Erano veramente in tanti in Polonia giovedì scorso: il riferimento è agli italiani nella distinta ufficiale della Fiorentina. Il dato fa notizia considerata la penuria generale di italiani appunto, nelle rose delle squadre di Serie A. Il Corriere dello Sport sottolinea i nove su undici al fischio d'inizio, con le uniche eccezioni Gosens e Harrison. In totale erano in 18, perché la panchina era affollata anche di Primavera nostrani (ben 8). Non solo quindi italiani ma anche fatti in casa, da Comuzzo a Ranieri e Fortini e perfino Lezzerini: quattro quinti di difesa è passata dalla Primavera viola.
Non tutto rose e fiori
Diciotto ‘azzurrabili’ dunque, come li definisce il Corriere, perché in possesso del passaporto tricolore, ma la realtà racconta anche che poi nel giro azzurro di fatto c'è il solo Kean. Potrebbe puntare a rientrarci Fagioli, escluso dopo Euro2024, ma poi la colonia viola si arena mediamente all'Under 21 da cui sono passati più o meno tutti: Ndour, Comuzzo e Fortini attualmente, in passato Fabbian, Mandragora, gli stessi Kean e Fagioli, Piccoli e Fazzini. Tanti insomma e quasi tutti promettenti ma ancora troppi senza il salto di qualità definitivo. E non a caso la Fiorentina non è propriamente in zona Champions.



