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Sanna a FN: “Per i sardi sarà un banco di prova. Attenzione a Barella, Castro e Joao Pedro. In più di una casa, a Cagliari,compare la maglia di Davide perchè…”

Terminata la pausa Nazionali, incombe sul destino della Fiorentina di Stefano Pioli, la sfida casalinga contro il Cagliari di Rolando Maran. Per conoscere meglio i sardi, Fiorentinanews.com ha intervistato Vittorio Sanna, giornalista e radiocronista di Radiolina ed inventore di 100 Rossoblu – La storia e i protagonisti del Cagliari Calcio.

Un Cagliari tredicesimo che arriva alla sfida contro la Fiorentina da una vittoria interna. Come si approccia, la squadra di Maran a questa partita?

Per la squadra di Maran è una ulteriore verifica, un banco di prova, un esame. Dopo la vittoria sul Bologna lo stesso presidente Giulini ha parlato di obiettivi in crescita rispetto alla sola salvezza, per giustificare i sacrifici fatti nel mercato, trattenendo i pezzi migliori e acquistando giocatori di valore ed esperienza. 

Sono due squadre simili, Fiorentina e Cagliari in trasferta non sembrano andare. Firenze può essere l’occasione di rivincita per i rossoblu?

L’unica partita giocata veramente male dal Cagliari in trasferta è stata la prima contro l’Empoli. Poi ha vinto con l’Atalanta e perso ancora con il Parma ma con un difetto su tutti, la sterilità dell’attacco. Con Castro trequartista e Joao Pedro seconda punta si pensa di aver risolto il problema. Anche da questo punto di vista una verifica di alto valore. •

Che tipo di formazione vedremo?

Non credo che si discosterà tanto dall’ultima. Il modulo è sempre il 4-3-1-2 ma con piccole variazioni al tema che possono essere significative. Con il Bologna ha funzionato tenere Bradaric un poco più basso davanti alla difesa, protetto dagli esterni, per liberare i due interni Ionita e Barella Qualche interprete potrebbe cambiare ma non il canovaccio. 

Quali saranno gli elementi in più per questo Cagliari contro la Fiorentina?

Certamente Barella, insieme a lui si aspetta la conferma di Castro e l’incisività di Joao Pedro. Ma a Firenze si è sentito spesso ispirato anche Farias che partirà dalla panchina ma che spera di avere spazio. 

Chi può e deve fare la differenza?

La squadra, l’insieme. Il Cagliari non può vivere di solisti. I più quotati devono aiutare i meno quotati, nascondere i difetti, valorizzare le risorse. 

L’anno scorso fu una grande partita dei sardi a Firenze, Pavoletti stroncò i sogni europei dei viola. Che partita si aspetta?

Una partita aperta e piacevole con due squadre che portano la loro idea di calcio. Secondo me sarà una gara divertente.

Ultima domanda legata al capitano Astori. Nello scorsa stagione fu molto toccante il momento della deposizione di una corona davanti al Franchi con la maglia numero 13 di Astori. Come hanno reagito la città e i tifosi sardi a questa tragedia che ha segnato tutto il calcio italiano?

Davide è nostro figlio, è fratello dei nostri ragazzi, è l’esempio per tutti. Noi lo abbiamo conosciuto ragazzino, ma era già grande. Una personalità straordinaria che non sconfinava mai nella presunzione. Un’educazione impeccabile che lo faceva percepire “un signore” fin dai primi anni cagliaritani. Con noi è stato bene e i tifosi del Cagliari lo amano. In più di una casa la maglia di Astori compare insieme a quella dei grandi campioni. Perché Davide è l’etimologia della parola “campione”: è un esempio salito lassù per vedere se sappiamo imparare da lui.

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