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Fabio Paratici
Fabio Paratici

Il mercato della Fiorentina non è certo stato quello delle “decisioni drastiche”. Inevitabilmente, nel tentativo di aggiustare una squadra nata male, gli uomini mercato viola hanno portato a termine diverse operazioni in entrata e in uscita, ma il profondo rinnovamento paventato dalla stessa società è rimasto solo un'ipotesi. 

La questione Paratici

Oltre alla difficoltà nell'imbastire una rivoluzione nel mercato di gennaio, alcune questioni economiche e societarie hanno ulteriormente complicato i piani viola. Innanzitutto la questione Paratici. Solitamente un Ds comincia a lavorare settimane, se non mesi, prima dell'inizio della sessione di mercato. La viola invece ha ingaggiato, almeno ufficiosamente, il suo nuovo dirigente a pochi giorni dall'inizio del mercato invernale. Ad aggravare ulteriormente una situazione di ritardo si è mezzo il Tottenham, che non ha lasciato partire Paratici. Il futuro dirigente viola è ancora ufficialmente un uomo del club londinese, ma il suo zampino è ben visibile su alcuni colpi di questo calciomercato (vedasi Harrison e Solomon).

I conti viola

La seconda questione è di tipo economico. La Fiorentina dopo gli oltre 90 milioni investiti nello sciagurato mercato estivo, è obbligata a gestire con molta parsimonia le sue possibili uscite. Per questo la dirigenza viola si deve muovere praticamente a costo zero, proponendo formure temporanee con l'eventualità di un riscatto futuro. Proposte che spesso non fanno breccia nè sulle società nè tanto meno sui calciatori.


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