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Questo pomeriggio l’ex attaccante ed allenatore delle giovanili della Fiorentina Renato Buso, durante un collegamento con Lady Radio, ha avuto modo di analizzare come secondo lui arriva la squadra di Paolo Vanoli alla sfida di lunedì contro la Cremonese di Davide Nicola.

“In carriera anche io ho vissuto momenti complicati come quello che sta vivendo adesso la Fiorentina, e se posso dar un consiglio mi viene da dire che ora la squadra sta vivendo un particolare momento in cui noi che analizziamo la situazione non possiamo e non dobbiamo puntare il dito contro i giocatori. A livello di scelte fossi il mister opterei per confermare i titolari, ormai da lui individuati, finché ci è possibile. Poi chiaramente ci sono atante cose da mettere a posto, ma prima serve mettersi al sicuro: serve sicuramente migliorare sotto alcuni aspetti tattici, ma anche a livello di rapidità di trasmissione del pallone e di compattezza dietro della linea a quattro.

“Anche la società e l'intera Piazza di Firenze vivranno la sfida di lunedì come se fossero in campo”

Ha anche aggiunto: “ Sono contino che la partita di lunedì sarà importante anche per chi non andrà in campo: da Cremona passa molto del finale di stagione della Fiorentina. Anche la Fiorentina come club sportivo e, allargando il discorso, anche l’intera piazza di Firenze abbiano capito quanto sia importante non perde, anzi sarà importantissimo fare risultato. Tutto il resto, ovvero come i punti arriveranno, contento il giusto: in questo momento dobbiamo restare tutti uniti finche la squadra non è fuori da questa situazione complicata”.   

“Felice per Braschi ma serve un cambio: adesso ai giovani non vengono insegnate le basi”

Ha seguito dell’emozionante esordio di Riccardo Braschi, da tecnico del settore giovanile, ha cercato di sottolineare una aspetto importante quando si parla di giovani: ”Adesso le cose sono cambiate tantissimo rispetto al passato, gli allenatori non insegnano piu i fondamentali ai bambini. Un intervento fondamentale sarebbe quello di tornare ad allenare differentemente i bambini, insegnandogli un calcio piu semplice e orientato alla crescita personale e non ai risultati”. 

“Lo sport è merito, i bambini devono solo divertirsi, senza bruciare le tappe”

Ha poi concluso aggiungendo: “La Federazione dovrebbe intervenire secondo me su quelle che sono le capacità dei club di curare le giovanili, senza però andare a prendere ragazzini di 6-7 anni, è troppo presto. Devono vivere il proprio quartiere, crescere nel loro ambiente, serenamente, poi diventeranno maturi e potranno muoversi altrove. Quando sono così giovani, è innaturale porre troppe aspettative su di loro. Lo sport è merito, i bambini devono solo divertirsi, senza bruciare le tappe”.


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