Ritorni: "La chiamata di Mancini una gioia unica per Kayode, ci sperava tanto. Se lo merita, raramente ho incontrato un ragazzo così serio e umile"
Il talent scout Andrea Ritorni ha commentato a Radio Bruno Toscana la convocazione in Nazionale dell'ex Fiorentina Michael Kayode: "L'emozione è stata forte sia per me che per il ragazzo, è una cosa che desiderava da tanto tempo e finalmente è arrivata. Parliamo di un calciatore che da un anno e mezzo gioca titolare in Premier League e che l'anno scorso è stato premiato come miglior giovane del campionato. Ieri ha fatto la sua prima intervista in Nazionale maggiore, era molto emozionato. Questo comunque è il frutto di un lavoro duro, di una scalata che in pochi anni lo ha portato a livelli altissimi".
“Un ragazzo umilissimo”
“Sono tanti anni - continua Ritorni - che lavoro in questo mondo e raramente ho trovato ragazzi così semplici e umili. Kayode oggi è la stessa persona di quando l'ho preso dal Gozzano. Questo era uno step che ci eravamo prefissati e adesso vogliamo continuare, perché arrivare in Nazionale è bello ma rimanerci è la cosa più difficile”.
“Ringrazio Aquilani”
Poi ha aggiunto: "Aquilani è stato fondamentale nella crescita di Kayode, è lui che l'ha lanciato in Primavera e che ci ha creduto anche nei momenti più difficili. Per me è un grande allenatore, lavora bene sulla tecnica e anche sulla tattica, e poi ha una psicologia che non tutti gli allenatori hanno. Lo ha dimostrato in Serie B e lo sta dimostrando anche adesso al Sassuolo".
“Croci deve volare basso”
Su Croci: “Il gol che ha fatto sabato a Lecce l'ha fatto con una naturalezza eccezionale. Ha il DNA del calciatore, è veloce e astuto, ma l'importante è che mantenga i piedi per terra perché il calcio ti dà tanto ma ti toglie anche velocemente. Federico sta facendo un grande percorso tra club e Nazionale, dobbiamo andarci cauti perché altrimenti si rischia di fare dei danni”.
