Pedullà: “Paratici ha sbagliato allenatore ed è indifendibile, Commisso sta buttando soldi dalla finestra"
"Senza Marotta risultati pessimi per lui"
Su YouTube il giornalista Alfredo Pedullà ha commentato a tutto tondo l'operato di Fabio Paratici alla Fiorentina e la scelta di esonerare Fabio Grosso per riprendere Paolo Vanoli, quindi si è soffermato sull'esperienza pregressa dell'attuale diesse viola.
‘Se cambi Vanoli per prendere Grosso…’
“Da Fabio Paratici a Fabio Para… danni, suoi, ossia rimedia ai suoi danni. La vicenda Grosso è un dover rimediare ai suoi danni: si è fatta molta filosofia su questa situazione, io non do dei meriti a Paratici per il fatto di aver scelto di intervenire subito. Non è un merito l’esonero di Grosso, Paratici ha la colpa di aver scelto l’allenatore sbagliato, se rimedi in corsa ad una scelta errata dopo due mesi di lavoro e 4 partite… sei indifendibile. Se avesse fatto delle valutazioni come deve fare un dirigente illuminato, avrebbe dovuto confermare Vanoli. Se cambi Vanoli per prendere Conte, Klopp, Luis Enrique, allora capisco… ma se prendi Grosso devi essere pienamente convinto, e dato che lo conoscevi dai tempi della Juventus non puoi commettere un errore così marchiano, da dirigente inesperto, superficiale, ha già fatto un danno enorme sul piano economico”.
“La famiglia Commisso mette soldi non per beneficienza ma per fare degli investimenti, e non credo sia molto contenta di scaraventare soldi dalla finestra, quando Grosso dice ‘non voglio dimettermi’. Il discorso è molto più concettuale, di strategie. Certi danni non sono concepibili e digeribili per una società come la Fiorentina, che ha fatto un mercato che è una media tra acquisti e cessioni. Cedere Mandragora a pochi giorni dalla partita contro il Torino, e poi ti fa gol, è una cosa che un dirigente medio non può fare. Paratici sta riparando danni suoi... ma doveva pensarci prima”.
‘Senza Marotta è un Paratici completamente diverso’
“C’è un Paratici in compagnia di un direttore esperto… e c’è un Paratici da solo. Le differenze sono sostanziali. Paratici nasce come osservatore geniale ai tempi della Sampdoria, cresce all’ombra di Marotta, va alla Juventus, continua a crescere con Marotta… poi gli affidano la Juventus e succede il finimondo, fa risultati pessimi. Ci sono tante cose: la vicenda Suarez, gli acquisti sbagliati, i blitz con convinzioni che poi si sono ribaltate. Non è stato lo stesso Paratici che aveva la copertura di un dirigente esperto. Senza Marotta è completamente diverso, perché un diesse non è solo quello che prende i soldi e li mette sul mercato, ma è l’essere presente, la gestione quotidiana, la risoluzione di problemi, parlare con i calciatori, prevenire quanto può accadere”.
“La questione Kean è stata gestita malissimo, andava risolta a fine luglio, col bollo della Fiorentina. Anche al Tottenham Paratici non ha fatto bene, pur avendo avuto un capitale a disposizione per poter incidere sul mercato. Nel suo dna ce lo può anche avere l’essere diesse ma ha bisogno di avere un grande dirigente accanto, con Marotta per Paratici era molto più semplice. Quando ha dovuto decidere in prima persone le cose non depongono a suo favore; non discuto le conoscenze e le competenze di Paratici, ma fare il direttore è un’altra cosa rispetto a fare l’osservatore, un altro sport. Gli auguro di crescere e auguro alla Fiorentina di rispettare l’esborso di denaro enorme effettuato anche in inverno. In Italia i dirigenti veri, in grado di tenere la rotta… per me sono pochi”.



