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Alessandro Budel
Alessandro Budel

La Fiorentina è chiamata ad un tour de force importante e decisivo di partite per l’intera stagione, tra Campionato e Conference League. Per misurare il termometro delle emozioni e delle ambizioni della compagine gigliata, FiorentinaNews.com ha raggiunto Alessandro Budel. L’ex giocatore tra le altre squadre di Brescia, Cagliari e Parma è oggi commentatore tecnico di DAZN e si è imbattuto non di rado nella stessa squadra viola.

Il rendimento della Fiorentina è senz’altro migliorato negli ultimi due mesi, ma manca ancora quella continuità di risultati, specie contro le piccole del nostro campionato. Secondo lei si salverà?

“Secondo me alla fine dei conti si salverà, ha una rosa nettamente superiore alla media delle altre squadre che si giocano lo stesso obiettivo. Certo, ora la partita col Pisa è fondamentale e non si potrà sbagliare nuovamente in uno scontro diretto. La vittoria col Como, però, era davvero complicata da cogliere e darà morale ai ragazzi di Vanoli”.

Nicolò Fagioli ha preso in mano la squadra: merita la Nazionale?

“Per come lo sto vedendo nell’ultimo periodo assolutamente sì. Ha mostrato davvero tanta personalità a Firenze, in un contesto così complicato. Poi un calciatore con queste caratteristiche precise non ce l’ha l’Italia di Gattuso”. 

Si aspettava l’esplosione di Fabiano Parisi? 

“No, non me lo aspettavo. Ha cominciato da un ruolo inedito, più alto, poi è tornato basso sacrificandosi bene in fase difensiva, e mostrandosi molto bravo a ripartire. Non esagero nel dire che è diventato un giocatore cardine.

Certo, deve migliorare negli atteggiamenti: spero davvero che non simuli più! A volte si rende protagonista di certe sceneggiate che un atleta di Serie A non può permettersi”.

Quanto il cambio di modulo è stato decisivo, secondo lei, per il miglioramento dei risultati?

Molto. La Fiorentina ha alzato il baricentro passando alla difesa a 4, ha preso le misure corrette in campo. Vanoli è stato molto bravo in questo”.

Il tecnico viola, allora, gode della sua fiducia?

“Assolutamente, della mia piena fiducia. Le dirò di più, a mio parere si merita la riconferma. È arrivato in un momento molto difficile ed in una piazza così complicata: non era facile lavorare. Invece sta facendo bene”.

Una battuta sulla Conference League, per concludere. È un ostacolo vista la troppa importanza di dover mantenere la categoria in campionato, o rappresenta invece una grande opportunità?

“Non penso sia un ostacolo, anche perché non hai bisogno di fare 30 punti in campionato per salvarti; quindi, la Conference ti può regalare energie mentali che ti diano la spinta per fare bene anche in Serie A. Va vista così, assolutamente non come un ostacolo”.


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