​​

Angelo Di Livio

Per il centenario della Fiorentina ci sarà anche un pezzo di storia viola come Angelo Di Livio, che si è raccontato nell'intervista al Corriere Fiorentino: “Sì, ci sarò; è un onore essere presente per festeggiare un traguardo così prestigioso. A Firenze, anche i momenti difficili sono stati meravigliosi. In viola ho fatto praticamente tutte le categorie, questo mi rende orgoglioso”.

“Dalla Champions alla C2 con lo stesso entusiasmo”

“Sono arrivato per giocare la Champions, poi mi sono calato nella mentalità della C2 con lo stesso entusiasmo. Quello della C2 è stato un anno in cui ci siamo sentiti tutti protagonisti di un calcio romantico, quello che piace al tifoso viola, quello della gente, dove tutto l’ambiente si è unito, compattato e ci ha dato una mano. Eravamo un tutt’uno ed è stato magico”.

“Che ricordi, eravamo fortissimi. Ma mancava un po' di convinzione”

Cos'è mancato per vincere negli anni d'oro? “Eravamo forti, ma forse ci abbiamo creduto poco. Infatti ho un rammarico: quella squadra poteva fare molto di più. Però c’è un passaggio storico che rimane nella mente e nella storia: la vittoria a Wembley contro un grande Arsenal. Forse è mancata la convinzione di non essere ben amalgamati a lungo tempo. Alla fine della stagione 1999-2000 andò via Bati, poi l’anno dopo se ne andarono Rui Costa e Toldo: abbiamo perso pezzi importanti. Peccato”.

“Coppa Italia inaspettata, che meraviglia vedere Firenze così. Merita di più”

E poi la Coppa Italia: “È stato bellissimo e forse inaspettato. Non c’era più Batistuta, c’erano squadre più attrezzate, ma noi siamo stati bravi e abbiamo avuto la meglio. E poi la festa di Firenze: vedere un città intera festeggiare quel trofeo è stato meraviglioso. Questa è una piazza che meriterebbe di avere altre ambizioni, perché ha tutto per essere tra le più importanti d’Italia. Firenze deve tornare dove merita di stare. Prima c’erano le sette sorelle, di cui la Fiorentina faceva parte. Ecco, deve tornare lassù”.

“E ora? Grosso emergente e mi fido di Paratici”

Cosa aspettarsi da questa Fiorentina? “Innanzi tutto di non ripetere il campionato ridicolo della scorsa stagione. Ma mi fido molto di Paratici, è un dirigente top. E Grosso è un allenatore emergente con idee straordinarie. Con i nuovi arrivati e con lo zoccolo duro rimasto dall’anno scorso ci sono tutti i presupposti per vedere una Fiorentina che si possa riprendere la scena e, magari, che possa tornare in Europa”.


💬 Commenti