De Gea come Carnesecchi: un messaggio forte e chiaro che tutti, in casa Fiorentina, farebbero bene a recepire
“Finché hai questi ritmi non vai avanti, o ci diamo una svegliata o restiamo indietro. Dobbiamo andare più forte, non possiamo prendere gol alla prima occasione. Se qualcuno è stanco lo dica, in campo si deve dare l’anima”. Parlava così Marco Carnesecchi, portiere dell’Atalanta nonché tra i più forti del campionato, lo scorso ottobre. In un momento in cui la sua squadra faticava nelle prestazioni e nei risultati, lui si prese la responsabilità di presentarsi davanti ai microfoni e dire ciò che pensava, lanciando un messaggio forte. Non la prese bene l’allora tecnico Juric, che gli rispose in conferenza stampa: “Non spetta a lui parlare della situazione, non era un discorso da fare. Dovrebbe parlare di meno e concentrarsi sul suo lavoro”. Il corso degli eventi, poi, ha dato ragione a Carnesecchi: Juric fu esonerato e ormai da mesi, con Palladino, l’Atalanta sta volando in campionato e in Europa.
Lo sfogo di De Gea
Dopo la sonora sconfitta di Udine, invece, è stato De Gea a sfogarsi. Il capitano della Fiorentina ha parlato senza filtri, sottolineando come la squadra non sia riuscita neanche a tirare in porta e che, dopo due o tre partite buone, torni sempre a incappare in prestazioni del genere. “Se abbassiamo il livello andiamo in difficoltà” ha detto lo spagnolo, che poi ha aggiunto: “Sul primo gol potevo fare di più, ma tanto ne avremmo comunque subiti altri più tardi a causa del nostro atteggiamento”. Parole, queste, che inevitabilmente stanno facendo discutere, specialmente se rapportate al rendimento non eccezionale di De Gea in questa stagione.
Un messaggio forte e chiaro
Un’analisi più attenta, tuttavia, consentirebbe d’andare oltre la superficie e comprendere il vero significato delle parole di De Gea. All’apparenza un modo per deresponsabilizzarsi, in realtà un tentativo estremo di mandare un segnale a tutti: squadra, allenatore, dirigenza. Lui ha le sue colpe, lo sa ed è anche evidente (così com’era evidente che non potesse replicare l’anormale stagione scorsa), ma chi è che non ne ha nella rosa della Fiorentina? Una squadra spaesata che all’improvviso si spegne, che non ha la fame di chi si deve salvare e che, quando avrebbe l’occasione di svoltare, sistematicamente fallisce. Si può criticare De Gea dunque, tra l’altro un bell’esercizio di coraggio da parte di chi per anni s’è fatto andare bene Terracciano, ma forse conviene andare oltre l’accanimento e aprire gli occhi. Il messaggio è forte e chiaro e a tutti, in casa Fiorentina, converrebbe recepirlo.



