Diamanti: "Belotti può dare una mano ad Italiano, il sinistro di Gonzalez diverso dal mio. Quando un giocatore si trovava bene la vecchia società lo mandava via"

Scritto da Redazione  | 

Questo pomeriggio l'ex attaccante di Bologna e Fiorentina Alessandro Diamanti, ai margini della sua conferenza stampa di presentazione come allenatore degli Under 18 del Melbourne City che parteciperà al prossimo torneo di Viareggio, ha avuto modo di analizzare alcuni temi di casa Fiorentina. Questo un estratto delle sue dichiarazioni riportate da Radio Bruno:

"Inter forte e Juventus che ha trovato la quadra. Il Napoli era una strage annunciata, mentre la Roma con De Rossi sembra essersi ripresa. Riguardo alla Fiorentina la stagione può cambiare se Belotti segna gol ogni partita. Per adesso è mancato solo un Gilardino o un Totti. Anche il Bologna sta facendo bene, mentre il Milan nonostante i problemi è una squadra forte e sta tornando. L'Atalanta è diventata una certezza e lotterà fino alla fine per l'Europa e la Lazio invece quest'anno è un pochino in difficoltà".

Italiano bravo, ma serviva un attaccante

Si è poi concentrato sulla Fiorentina di Vincenzo Italiano: “Sinceramente Italiano non lo conosco. Negli anni ha dato dimostrazione di riuscire a fare il massimo, quest’anno però avrebbe avuto bisogno di un grande centravanti. E’ anche vero che Belotti adesso, nonostante quanto fatto a Roma, se sta bene ha le capacità per cambiare l'annata della Fiorentina: non dimentichiamoci che il Gallo avrà voglia di fare bene in visa del prossimo Europeo in estate. Il sinistro di Nico è simile a quello di Diamanti? No è un altro tipo di giocatore. È molto forte ma è un altro tipo di giocatore. Il Viola Park? Sono molto curioso molto. Ho già chiamato Pradè. Appena ho un giorno libero voglio andare per salutare tutti i colleghi e gli ex compagni. Sono curioso e scroccherò un pranzo".

Protagonista nello spogliatoio viola

Ha poi raccontato un aneddoto legato alla sua avventura in viola: ”Arrivai e si fece 10 vittorie di fila. Arrivai e mi chiesero di mettere a posto lo spogliatoio, e in cinque giorni tutto fu risolto. Poi arrivò Salah che non sembrava un gran giocatore e invece era molto forte. Bello, mi ricordo vittorie importanti. Sarei stato volentieri di più a Firenze, purtroppo quando un giocatore si trovava bene la vecchia società lo mandava via: qualcuno voleva essere al centro dell'attenzione. Però ho sempre bei ricordi delle mie esperienze, anche quando le cose poi non vanno benissimo". 

Parole al miele per Gilardino

Ha poi concluso parlando dell’ex compagno e amico Gilardino, adesso sulla panchina del Genoa: “Non mi aspettavo che il Gila diventasse così, ma appena mi ha detto che avrebbe iniziato ad allenare sapevo che avrebbe lottato e avrebbe fatto tutto e di più per farlo bene. È intelligente, è stato un grande giocatore e sarà un grande allenatore". 

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