​​

Jack Harrison

Arrivato in prestito con diritto di riscatto da 10 milioni di euro, Harrison è stato il secondo rinforzo nel reparto di esterni offensivi prelevati a gennaio dalla Fiorentina. E anche se nelle prime uscite sarà già saltato all'occhio ai tifosi viola, l'ex Leeds è un'ala alquanto atipica, ma molto funzionale per il gioco di Vanoli: le caratteristiche in cui spicca, di fatto, lo rendono un papabile titolare nel breve e medio termine.

Ai tempi d'oro, sotto Bielsa

La sua miglior stagione risale a 5 anni fa: il Leeds era appena stato promosso in Premier e, sotto la guida di Marcelo Bielsa, finisce il proprio campionato al nono posto. Harrison, ancora, rientrava nel canone tipico dell'ala offensiva, arrivando a fine anno con un bottino personale invidiabile di 8 reti e 8 assist in 36 presenze, vale a dire un contributo al gol ogni due partite - per intenderci, nella Serie A attuale e quindi con meno presenze, siamo sui ritmi di Soulé, Hojlund e poco sotto Yildiz -: un giocatore imprescindibile per il tecnico argentino, secondo in termini di apporto offensivo solo ad altri tre giocatori (giocando però più minuti di due di essi). Uno dei quali, qualcuno lo conoscerà, è un certo Raphinha, oggi a Barcellona

Una metamorfosi

Negli anni, la vena realizzativa si è tappata molto, ma sono emerse altre caratteristiche particolari. Nell'ultima stagione all'Everton, infatti, Harrison ha raccolto un solo gol (e zero assist!) in 34 presenze, tirando praticamente 5 volte ogni 4 partite. Tuttavia, i numeri invidiabili sotto questo punto di vista risiedono in due statistiche particolari per un'ala: la prima, più di vecchio stampo, è che Harrison ha totalizzato la bellezza di 131 cross in quella stagione, 27 in più dell'ala opposta (più votata alla rete), per una media di 5.6 a partita. E infatti alla Fiorentina non solo ne ha già fatti 13, ma uno di questi ha trovato Kean che ha girato di prima battendo Paleari, regalando di fatto il primo bonus italiano all'inglese.

La ‘garra’ che mancava

La seconda caratteristica, invece, spiega forse il motivo per il quale Vanoli lo ha provato anche come terzino: Harrison, nell'ultimo anno all'Everton, risultava tra i migliori… nei tackle vinti. Non solo è stato il terzo giocatore con minori falli della rosa dei Toffees, ma i suoi 23 tackle vinti gli sono valsi una media più alta di uno dei due centrali difensivi (Keane) e di uno dei due mediani (Doucuré) titolari. Tutto questo, raccogliendo comunque 28 falli a suo favore, dimostrando quindi una certa propensione al dribbling pur se non accentuatissima: per un metro di paragone, Gudmundsson ad oggi ne ha subiti 20, ma Dodo 43. Harrison risulta quindi una via di mezzo

Insomma, un prezioso apporto difensivo unito a una grande propensione per i cross: viste le pretese di questa Fiorentina, risultano due attributi strumentali per la lotta alla salvezza, e l'impressione è che vedremo spesso Harrison in campo.


💬 Commenti (1)