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Giuseppe Commisso

Nel suo intervento ai canali ufficiali della Fiorentina, il Presidente Giuseppe B. Commisso non si è addentrato in commenti tecnici né ha tracciato una precisa rotta da seguire per quanto riguarda gli obiettivi sportivi: se nel primo caso ciò mi pare lecito e giusto, data l’assoluta ignoranza, intesa come non conoscenza, del giuoco del pallone da parte del Presidente, per gli obiettivi futuri mi sarei aspettato, dopo una stagione del genere, una maggior chiarezza da parte di colui che è a capo del Club. 

Gli impegni presi 

Non sono infatti arrivate delle precise indicazioni, bensì degli slogan (perché di essi si tratta), che, pur non delineando un obiettivo, possono creare determinate aspettative: dire che “Non penseremo in piccolo” e che “Dobbiamo avere dei sogni all’altezza della grandezza di Firenze” non sono slogan banali, se letti con gli occhi della speranza. Il problema è, come già detto, che non sono stati accompagnati da nessun orizzonte temporale né tantomeno da qualche obiettivo pratico che non sia la fantomatica ambizione di pradeiana memoria 

Lo spettro di sua maestà AmBizione 

Ecco, a proposito di ambizione, l’augurio è che “Non penseremo in piccolo” diventi il nuovo “Siamo ambiziosi”, i cui esiti infausti li hanno visti tutti. Presidente, questa volta alle parole dovranno seguire fatti concreti (e che abbiano un filo logico con quanto affermato), ed in tal senso l’arrivo Fabio Paratici può esser già un punto di partenza, con la speranza che dal summit in America emerga chiara e netta la voglia di un vero rilancio, e non l’ennesima ambizione al galleggiamento che purtroppo c'è stato spesso in questi sette anni di proprietà.   


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