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Riccardo Braschi
Riccardo Braschi. Foto: Vicario/Fiorentinanews.com

Ha fatto parlare in casa Fiorentina la gestione di Braschi da parte di Vanoli durante la sfida contro il Sassuolo: se le immagini davano infatti il classe 2006, senza pettorina e in fase di riscaldamento, come praticamente pronto per subentrare già nell’intervallo, quella sostituzione poi non è mai arrivata. Nei giorni a seguire si sono sprecati i commenti, tra chi si schiera col mister e chi col ragazzo: la realtà è che, per evitare queste scene in futuro e per agevolare l’arrivo di giovani in Prima Squadra, una soluzione Paratici l’ha già proposta.

Il progetto ‘B’

Nessuno pensa che Braschi avrebbe risolto la partita da solo, né che sia tutta colpa di Vanoli se i giovani in Italia non giocano: quanto accaduto domenica, però, attesta ancora una volta la sfiducia che il movimento calcistico italiano ha verso i calciatori in rampa di lancio, relegati in Primavera finché possibile e, salvo rari casi, mai veramente coinvolti a dovere nelle rotazioni della prima squadra. Questo, in parte, potrebbe essere dovuto proprio alla natura del campionato giovanile, che non forma a sufficienza i giocatori del domani: viene alla mente in quest'ottica la creazione di una squadra B, idea già palesata da Paratici, che troverebbe terreno fertile in una società storicamente attenta alle sue squadre ‘Under’ e che dispone di un centro sportivo perfetto per qualsiasi tipo di formazione calcistica si voglia attuare.

Tanti beneficiari

Lo step dalla Primavera alla Prima Squadra è sempre complicato, e anche per questo Vanoli, guardando Braschi scaldarsi, ha pensato di ‘Non avere punte in panchina’ e che il ragazzo ‘non potesse risolvere la partita’, altrimenti ‘non avrebbe avuto paura a metterlo’ (testuali parole, leggibili qui). Una Fiorentina B composta da quasi solo under 23 che milita in un campionato di Serie C darebbe invece quello step intermedio per chi ha doti da Prima Squadra, ma rodaggio da Primavera. E come Braschi, forse, un po’ di calcio ‘dei grandi’ avrebbe fatto comodo anche a Kospo, che non ha ancora esordito, o a Kouadio, che ha raccolto solo 78 minuti, o ancora a Martinelli, che ha sì fatto metà stagione in prestito alla Sampdoria, ma che è anche stato fermo per un anno e mezzo a guardare De Gea giocare, ricevendo solo una chance in campionato e tre in Conference. E il discorso vale anche per i più ‘esperti’ della rosa di mister Galloppa, quali Puzzoli - tolta la comparsata nel finale della disastrosa andata contro il Crystal Palace - , Sadotti e Deli, che non hanno ancora esordito in Prima Squadra nonostante abbiano già 20 anni.

Più di un'idea

L’idea di Paratici, in fondo, viene da un uomo che il calcio ad alti, altissimi livelli lo mastica eccome: per questo, e per evitare di rivedere un Braschi-bis, il suo progetto di una Fiorentina B non è da considerarsi una curiosa suggestione, ma un punto strumentale sul quale poggiare la rifondazione della società nel lungo termine, passando anche attraverso l’apporto dei più giovani e contribuendo a formarli in maniera più concreta e meno ‘da laboratorio’, cioè facendo assaggiare loro i campi di Serie C. Vedremo, poi, se l’allenatore del domani non si fiderà a buttare in campo un ventenne.


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