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Moise Kean
Moise Kean. Foto: Fiorentinanews.com

2 ottobre 2020. La Fiorentina ospita la Sampdoria ed esce sconfitta 2-1, ma non è tanto il risultato a fare arrabbiare i tifosi viola. Quanto, semmai, la scelta dell'allora tecnico Beppe Iachini non solo di schierare titolare Federico Chiesa, ma anche di affidargli la fascia di capitano. Un calciatore già con le valigie in mano che, di lì a qualche giorno, si trasferì alla Juventus.

Scelte inspiegabili

Non è arrivato a tanto Fabio Grosso, ma restano comunque inspiegabili le sue scelte di lunedì sera. In giornata era emersa la notizia secondo cui Moise Kean aveva trovato l'accordo con il Como, e la sua esclusione dall'undici titolare era sembrata un segnale chiaro sul futuro dell'attaccante italiano. Poi però, al 63' e in una situazione di punteggio ormai compromessa, ecco che Grosso lo mette in campo al posto di Mastantuono.

Un comportamento emblematico

Pochi minuti e due tiri in porta, i primi della partita della Fiorentina, quanto basa per illudere qualcuno che Kean tenga ancora alla causa viola. Niente di più falso. In queste ore, e cioè meno di due giorni dopo la disfatta dell'Olimpico, l'attaccante si è presentato in ritardo al Viola Park rifiutando di allenarsi e adesso vive da separato in casa, escluso dal gruppo e lavorando da solo.

Un epilogo evitabile

Kean andrà al Como e, a pochi giorni dalla fine del mercato, la Fiorentina perde il suo attaccante titolare. E checché se ne dica, difficilmente Paratici riuscirà a trovare un sostituto all'altezza in così poco tempo. I rimpianti, però, finiscono qui. E se è giusto ricordare la prima, strepitosa stagione con Palladino, è giusto anche ricordare che l'anno scorso Kean è sparito dai radar nel momento decisivo della stagione.  Allora, più che per il suo addio, dispiace per come è finita: con lui in campo, quando non ce n'era alcun bisogno, a indossare una volta di più una maglia a cui forse non teneva poi così tanto


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